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CBD e ansia: ricerca e conoscenze attuali

L’ansia è un disturbo comune che provoca eccessiva stimolazione mentale e sentimenti di paura e preoccupazione. Può diventare debilitante quando interferisce con le attività quotidiane. Il CBD offre una serie di benefici per l’ansia, ecco come funziona.

Scritto da
Justin Cooke , pubblicato 1 settimana fa

Lo stress è un processo naturale progettato per tenerci al sicuro e darci le migliori possibilità di sopravvivenza di fronte a una situazione pericolosa. In molte persone, questa naturale reazione allo stress diventa iperattiva, interferendo con la nostra capacità di svolgere le attività quotidiane.

L’ansia appartiene a uno spettro di patologie diverse che comportano una reazione disfunzionale allo stress. La reazione allo stress può essere eccessiva, troppo frequente o può durare troppo a lungo.

Negli ultimi anni, il CBD (uno dei composti attivi e non psicoattivi contenuti nella pianta di cannabis) ha dimostrato di offrire benefici diffusi sui sintomi dell’ansia. È usato per gestire effetti collaterali comuni come l’insonnia e la tensione muscolare, e può offrire anche benefici alle cause scatenanti stesse dell’ansia.

In quest’articolo, discuteremo del perché il CBD sta diventando famoso come alternativa di trattamento naturale per l’ansia, e come puoi iniziare a usarlo per alleviare i sintomi che ti preoccupano di più.

  • Indice

Riassunto: usare il CBD per l’ansia

Le cause dell’ansia sono molte e varie, e il modo migliore per eliminarla completamente è affrontare il problema alla radice. Può trattarsi di carenze nutrizionali, traumi irrisolti del passato o uso di farmaci/droghe.

Il CBD è anche utile se associato ad altri trattamenti grazie alla sua potente gamma di benefici ansiolitici.

I benefici del CBD sull’ansia

  • Riduce la tensione muscolare
  • Stimola il neurotrasmettitore rilassante: il GABA
  • Regola la funzione immunitaria
  • Allevia i comuni effetti collaterali dell’ansia come l’insonnia o i problemi digestivi
  • Esercita un effetto regolatore sull’ipotalamo: responsabile della regolazione dell’ansia
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Suggerimenti per massimizzare gli effetti del CBD sull’ansia:

  1. Non usare il CBD da solo: per ottenere gli effetti migliori associalo ad altre opzioni di trattamento anti-ansia
  2. Stai attento al contenuto di THC: alcuni prodotti al CBD contengono THC, che può causare ansia ad alcune persone
  3. Cerca solo prodotti al CBD di alta qualità: i prodotti al CBD di scarsa qualità contengono spesso agenti contaminanti che possono peggiorare i sintomi dell’ansia
  4. Inizia con una dose bassa e aumentala lentamente col tempo: quando usi il CBD per l’ansia, comincia sempre con poco per evitare di peggiorare i sintomi.

Cos’è l’ansia?

L’ansia è un’emozione normale, persino salutare, ma può sfuggire di mano e diventare dannosa per la salute.

L’ansia “sana” è progettata per proteggere il corpo dal pericolo. Potremmo sentirci ansiosi stando in piedi su un cornicione. Il nervosismo e il disagio servono a tenerci vigili in modo da non scivolare e cadere. In più, potremmo provare ansia trovandoci faccia a faccia con un animale affamato: l’ansia ci aiuta a combattere o scappare.

Tuttavia, per alcune persone livelli di ansia sproporzionati possono iniziare a causare seri problemi.

Come disturbo medico, l’ansia è caratterizzata da sentimenti di eccessivo nervosismo, paura e preoccupazione. Anche sintomi fisici come palpitazioni, pressione alta, battito cardiaco accelerato, contrazioni muscolari e respirazione superficiale, sono comuni durante gli “attacchi” di ansia.

L’ansia malsana si forma come una reazione eccessiva ai normali stress del nostro ambiente. Cose come andare ad eventi pubblici, scadenze incombenti o instabilità finanziaria sono cause comuni di ansia clinica. La nostra normale risposta allo stress si amplifica, causando effetti collaterali negativi molto diffusi che non migliorano la situazione.

Un elemento chiave nel trattamento dell’ansia è migliorare il modo in cui il nostro cervello reagisce e risponde allo stress.

Tipi di disturbi d’ansia

  • Disturbo d’ansia generalizzata (GAD)
  • Disturbo di panico
  • Fobie specifiche
  • Disturbo d’ansia sociale (SAD)
  • Mutismo selettivo
  • Disturbo d’ansia da separazione

Un’introduzione sulla reazione allo stress

Lo stress è un elemento fondamentale dell’ansia. Quando qualcosa ci minaccia, una regione specifica del cervello, nota come ipotalamo, entra in azione. L’obiettivo dell’ipotalamo è reagire allo stress in modo appropriato così da poter gestire la situazione.

L’ipotalamo controlla l’intensità dello stress stimolando il rilascio di ormoni come il cortisolo e la norepinefrina, che causano cambiamenti fisici all’organismo. L’ipotalamo deve controllare l’intensità della risposta allo stress, in modo che corrisponda al livello del pericolo che stiamo affrontando.

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I cambiamenti fisiologici dello stress includono:

  • Un maggiore livello di consapevolezza
  • Aumento dei livelli di zucchero nel sangue (per fornire più energia ai muscoli)
  • Inibizione della funzione digestiva e immunitaria (per risparmiare energia per il cervello e i muscoli)
  • Riduzione della sensazione di dolore

Per problemi più piccoli (come rimanere bloccati nel traffico), la risposta appropriata sarebbe solo una piccola quantità di stress. Non abbiamo bisogno di spegnere il sistema immunitario e digestivo per gestire questo tipo di stress.

Per preoccupazioni più grandi (come avere una pistola puntata contro) la risposta appropriata è molto più intensa. In questo caso, sarebbe utile massimizzare la possibilità di uscirne vivi dando più energia ai muscoli (aumento della glicemia) e aumentando il livello di consapevolezza rilasciando composti stimolanti nel cervello come l’orexina, l’istamina e la noradrenalina.

In molte persone che soffrono di ansia, l’ipotalamo reagisce in modo esagerato alla situazione. Lo stress minore (partecipare ad un evento pubblico, ad esempio) si traduce in una massima risposta allo stress, producendo ciò che avvertiamo come ansia.

Le fasi dell’ansia

L’ansia può variare da una persona all’altra, ma tende a seguire queste fasi generali.

Fase 1: innesco dello stress

La prima fase dell’ansia è il suo innesco: l’evento o il pensiero che causa la reazione da stress. Possono essercene molti e ognuno ha i propri.

Cause scatenanti comuni dell’ansia:

  • Preoccupazioni finanziarie
  • Eventi sociali imminenti
  • Perdita di una persona cara
  • Effetti collaterali di farmaci
  • Scadenze di lavoro imminenti
  • Esami

Per alcune persone l’ansia è scatenata da paure irrazionali, chiamate fobie. Ci sono molte ragioni per cui qualcuno potrebbe avere queste paure, ma la più comune è un evento traumatico passato che implica una causa scatenante specifica.

Esempi di fobie comuni:

  • Acrofobia: paura delle altezze
  • Aracnofobia: paura dei ragni
  • Ofidiofobia: paura dei serpenti
  • Agorafobia: paura di avere un attacco di panico in pubblico
  • Misofobia: paura dei germi
  • Algofobia: paura del dolore

Il primo passo per trattare l’ansia è identificare la tua causa scatenante. Può essere d’aiuto appuntarsi quando compare l’ansia e quali eventi o pensieri possono aver portato a questa reazione.

Fase 2: l’ipotalamo risponde

Qualunque sia l’innesco dell’ansia, la fase successiva coinvolge la risposta dell’ipotalamo.

Possiamo pensare all’ipotalamo come un “controllore capo”. Reagisce allo stress delegando altri organi a prendere provvedimenti.

Quando percepisce lo stress, l’ipotalamo invia messaggi alle ghiandole surrenali per far iniziare a rilasciare gli ormoni principali dello stress: cortisolo, adrenalina e norepinefrina. Questi ormoni dicono al sistema nervoso come reagire (fase 3).

Come il CBD può aiutare

In molte persone ansiose, la fonte del problema è l’ipotalamo stesso. Esso reagisce a piccoli stress come se fossero importanti e pericolosi per la vita. Il CBD è eccezionalmente utile in questo caso, perché agisce direttamente sull’ipotalamo, rendendolo meno sensibile agli stress minori (come approfondiremo tra poco).

Fase 3: attivazione del sistema nervoso simpatico (SNS)

Il nostro sistema nervoso è composto da due parti: il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico.

Il sistema nervoso simpatico (SNS) è la parte responsabile di ciò che sperimentiamo come stress. È attivato da cortisolo e norepinefrina.

Il sistema nervoso parasimpatico (SNP) è l’opposto, induce il rilassamento e il recupero quando lo stress è finito.

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Queste due parti del sistema nervoso agiscono in opposizione l’uno all’altro, come lo yin e lo yang. Quando uno è attivo, l’altro è spento.

Durante la risposta a uno stress o un attacco d’ansia, il SNS si attiva, risultando nella maggior parte dei cambiamenti sperimentati, tra cui:

  • I neurotrasmettitori stimolanti vengono rilasciati nel cervello per aumentare la consapevolezza
  • Il sistema immunitario è inibito
  • Il sistema digestivo è inibito
  • La frequenza cardiaca aumenta
  • I bronchi che conducono ai polmoni si dilatano per far passare più aria
  • Il fegato scarica il glucosio nel flusso sanguigno per fornire un incremento dei livelli di energia

Come può aiutare il CBD

In alcune persone, l’attivazione del SNS è esagerata, il che provoca cambiamenti significativi nel corpo, anche solo con un piccolo cambiamento nell’equilibrio SNS/SNP. Il CBD può aiutare grazie alla capacità di stimolare direttamente il SNP (attraverso il GABA e i neurotrasmettitori correlati).

Fase 4: recupero

Una volta che lo stress è finito, il corpo ha bisogno di recuperare. In questa fase l’ipotalamo interrompe la secrezione di ormoni e il cortisolo viene scomposto dal fegato.

Quando accade, il cambiamento di bilancio tra SNS e SNP inizia a cambiare.

Diventiamo più rilassati, l’attività cerebrale rallenta, i sistemi immunitari e digestivi vengono stimolati e i livelli di glucosio nel sangue iniziano a scendere a livelli normali.

Si chiama reazione “riposa e digerisci”.

Come il CBD può aiutare

Le persone ansiose hanno spesso problemi con questa fase. Diventano incapaci di rilassarsi completamente. Clinicamente, queste persone sono “SNS-dominanti” perché la parte SNS del sistema nervoso è il più delle volte attiva.

Il CBD può essere usato per dare un impulso al SNP, facendo cambiare l’equilibrio tra SNS e SNP.

Processo fisiologicoNel corso di un attacco di ansiaEffetto del CBD
Frequenza cardiaca↑↑↑↓↓↓
Pressione sanguigna↑↑↑↓↓↓
Sistema immunitario↓↓↓↑↑↑
Sistema digestivo ↓↓↓↑↑↑
Neurostimolazione↑↑↑↓↓↓
Glicemia↑ ↑↑↓↓↓

Sintomi dei disturbi d’ansia

  • Battito accelerato
  • Pressione alta
  • Confusione
  • Vertigini
  • Acufene (ronzio nelle orecchie)
  • Variazioni dell’umore
  • Scarsa concentrazione
  • Insonnia
  • Problemi digestivi (costipazione o diarrea)
  • Iperventilazione
  • Frequenti raffreddori/influenza

Cause dell’ansia

  • Uso di alcol
  • Caffeina
  • Malattie cardiache
  • Incapacità di affrontare efficacemente lo stress
  • Carenze nutrizionali
  • Consumo di droghe a scopo ricreativo
  • Effetti collaterali dei farmaci
  • Mancanza di sonno
  • Fumo
  • Storia traumatica

Guida all’uso del CBD per l’ansia

Vediamo esattamente come utilizzare il CBD per alleviare i sintomi dell’ansia, come funziona e che dose assumere.

Una ricerca svolta nei primi anni ’80 ha evidenziato la differenza di effetti tra il principale cannabinoide psicoattivo, il THC, e il principale cannabinoide non psicoattivo, il CBD [1]. I ricercatori di questo studio hanno riportato che il CBD è in grado di resistere agli effetti ansiogeni del THC.

Uno studio clinico in doppio cieco, che ha coinvolto quattro gruppi diversi di 10 persone costrette a parlare in pubblico, ha misurato gli effetti di tre farmaci ansiolitici. Prima dell’evento ai soggetti sono stati somministrati 300 mg di CBD, 10 mg di diazepam, 5 mg di ipsapirone o un placebo. Questa ricerca ha rivelato che i gruppi del CBD e dell’ipsapirone hanno mostrato un maggiore miglioramento nei sintomi dell’ansia, prima e immediatamente dopo il discorso in pubblico [2].

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Un altro studio ha utilizzato il neuroimaging funzionale per investigare su come il CBD influenza l’ansia nel cervello [4]. Lo studio ha mostrato che il CBD ha gestito efficacemente i sintomi dell’ansia nel gruppo di trattamento. Le scansioni del neuroimaging hanno mostrato una diminuzione del flusso sanguigno nelle regioni dell’ippocampo e del paraippocampo nel cervello (entrambe note per essere altamente coinvolte negli attacchi d’ansia). I ricercatori di questo studio hanno suggerito che il meccanismo di azione del CBD consisteva nella regolazione del sistema endocannabinoide nel cervello.

Il CBD aumenta l’attività del GABA nel cervello [3, 5], ovvero il principale neurotrasmettitore associato all’inversione della risposta allo stress e all’ansia. Anche molti dei farmaci principali che trattano l’ansia utilizzano questo meccanismo (ad esempio le benzodiazepine e i barbiturici come Xanax e Diazepam).

Step 1: Trova il miglior olio di CBD per l’ansia

Al momento ci sono così tante aziende nel settore del CBD che può essere difficile sapere quali comprare. A peggiorare le cose, molte di queste aziende sul mercato hanno una scarsa qualità. Con il recente aumento dell’interesse pubblico per gli integratori di CBD, non c’è da meravigliarsi del fatto che tante aziende producono prodotti al di sotto della media nel tentativo di ottenere la loro fetta di torta, senza l’obbligo di fare controlli di qualità rigorosi, i quali in realtà sarebbero necessari per assicurarsi che il prodotto è sicuro ed efficace.

Ci siamo presi la libertà di fare queste revisioni per voi: analizzando centinaia di oli, capsule, tinture, prodotti commestibili e oli per vaporizzatori al CBD per separare il grano dalla paglia.

Quando si tratta di ansia, è particolarmente importante assicurarsi che i prodotti utilizzati siano della massima qualità possibile: privi di metalli pesanti, pesticidi o contaminanti microbici. Questo perché qualunque di questi contaminanti può causare l’ansia, e non è di certo quello che vorresti da un prodotto usato per alleviarne i sintomi.

L’unico modo per confermare che nessuno di questi contaminanti sia arrivato nel prodotto finale è dare un’occhiata ai resoconti dei test delle aziende effettuati da laboratori esterni.

Se l’azienda su cui stai indagando non è in grado di fornirli, passa a quella successiva.

Se prima non confermano che il prodotto sia sicuro, devi presumere che non lo sia. In giro ci sono semplicemente troppi prodotti al CBD contaminati per correre il rischio.

Per ulteriori informazioni su come trovare i migliori prodotti al CBD, dai un’occhiata ad alcune delle nostre guide per l’acquirente.

Step 2: Stabilisci la dose iniziale ideale

Il dosaggio del CBD può essere una sfida per i principianti. Per renderlo il più semplice possibile, abbiamo incluso una tabella con il dosaggio di base. Tenendo conto del tuo peso e dell’intensità desiderata, puoi ottenere una stima approssimativa della quantità di CBD necessaria per raggiungere i risultati che stai cercando.

Intensità raccomandata per l’ansia: da media ad alta

Dosi giornaliere di CBD in base al peso e all’intensità desiderata (in mg)

Peso (kg)Bassa intensitàMedia intensitàAlta intensità

45 kg

10 mg

30 mg

60 mg

57 kg

13 mg

38 mg

75 mg

68 kg

15 mg

45 mg

90 mg

79 kg

17 mg

52 mg

105 mg

90 kg

20 mg

60 mg

120 mg

102 kg

22 mg

67 mg

135 mg

113 kg

25 mg

75 mg

150 mg

Step 3: Monitora gli effetti del CBD

Come con molti stati d’animo e disturbi neurologici, ogni volta che si prova un nuovo integratore o farmaco sarebbe saggio tenere traccia dei sintomi.

Questo ti dà una base di partenza e ti aiuta a tracciare i progressi, sia positivi che negativi, per vedere come funziona il nuovo integratore o farmaco.

Prima di assumere il CBD, noi consigliamo di dedicare alcuni minuti a rispondere alle seguenti domande:

  • Com’è il tuo umore su una scala da 1 a 10? (1 è pessimo, 10 è ottimo)
  • Come giudichi la qualità del tuo sonno su una scala da 1 a 10?
  • Quando hai attacchi d’ansia, dove collochi la loro gravità su una scala da 1 a 10?
  • Com’è la tua energia su una scala da 1 a 10?
  • Quali sono alcuni dei fattori scatenanti per i sintomi della tua ansia?
  • Quanti attacchi d’ansia hai in media al giorno? E a settimana?
  • Quali altri sintomi stai vivendo oltre all’ansia?
  • Cosa migliora i tuoi sintomi?

Dopo un mese di utilizzo costante, rispondi di nuovo a queste domande. Ci sono dei miglioramenti? C’è qualcosa di peggio?

Alcuni dei benefici degli integratori di CBD possono essere subito evidenti, specialmente quelli associati all’insonnia e alla gravità degli attacchi. Ci si può aspettare che i benefici maggiori compaiano dopo più tempo, circa un mese o due. Questi possono includere una riduzione della frequenza degli attacchi d’ansia e miglioramenti in disturbi correlati come la depressione o l’affaticamento.

Quando evitare il CBD per l’ansia

Il CBD offre tantissimi benefici alle persone che soffrono di ansia, ma ci sono alcune situazioni in cui l’uso del CBD potrebbe non essere appropriato.

Alcuni esempi includono:

  • Se si assumono farmaci antipsicotici
  • Se si assumono anticoagulanti
  • L’assunzione di qualsiasi cosa contenga più dello 0,3% di THC, che può peggiorare i sintomi dell’ansia
  • In combinazione con un disturbo bipolare o una mania, a meno che non si venga monitorati da un medico

Riferimenti

  1. Zuardi, A. W., Shirakawa, I., Finkelfarb, E., & Karniol, I. G. (1982). Action of cannabidiol on the anxiety and other effects produced by Δ 9-THC in normal subjects. Psychopharmacology, 76(3), 245-250.
  2. Zuardi, A. W., Cosme, R. A., Graeff, F. G., & Guimarães, F. S. (1993). Effects of ipsapirone and cannabidiol on human experimental anxiety. Journal of psychopharmacology, 7(1_suppl), 82-88.
  3. Banerjee, S. P., Snyder, S. H., & Mechoulam, R. A. P. H. A. E. L. (1975). Cannabinoids: influence on neurotransmitter uptake in rat brain synaptosomes. Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics, 194(1), 74-81.
  4. Crippa, J. A. S., Derenusson, G. N., Ferrari, T. B., Wichert-Ana, L., Duran, F. L., Martin-Santos, R., … & Filho, A. S. (2011). Neural basis of anxiolytic effects of cannabidiol (CBD) in generalized social anxiety disorder: a preliminary report. Journal of Psychopharmacology, 25(1), 121-130.
  5. Bakas, T., Van Nieuwenhuijzen, P. S., Devenish, S. O., McGregor, I. S., Arnold, J. C., & Chebib, M. (2017). The direct actions of cannabidiol and 2-arachidonoyl glycerol at GABAA receptors. Pharmacological research, 119, 358-370.

Patologie che rispondono al Cannabidiolo