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CBD ed emicrania: ricerca e conoscenze attuali

Le emicranie sono sia comuni che debilitanti. Possono trasformare un giorno qualunque in un completo fallimento. Nonostante le emicranie siano così diffuse, ci sono pochissime opzioni di terapie efficaci. L’olio di CBD può aiutare le persone che soffrono di mal di testa?

Scritto da
Justin Cooke , pubblicato 1 settimana fa

I mal di testa da emicrania sono il disturbo neurologico più comune nel mondo occidentale [12]. Colpiscono circa il 6% degli uomini e il 20% delle donne ogni anno.

Nonostante questa condizione sia così comune, sappiamo molto poco della sua causa esatta e perciò non disponiamo di opzioni di terapie efficaci.

La maggior parte delle terapie consistono in un supporto sintomatico piuttosto che nella risoluzione della causa sottostante. Uno dei migliori candidati per una terapia nuova ed efficace per l’emicrania è il CBD tratto dalla pianta di marijuana.

In questo articolo, tratteremo del funzionamento delle emicranie, di quali sono le teorie e come il CBD può essere usato per prevenire e curare i sintomi dell’emicrania.

  • REVISIONE MEDICA DI

    Dr. Carlos G. Aguirre,

    Updated on November 05, 2019

  • Indice

Il CBD può essere usato per i mal di testa?

L’olio di CBD offre numerosi vantaggi.

È considerato antinfiammatorio, analgesico e neuroprotettivo. Può ridurre l’ansia, alleviare la depressione e potenziare il sistema immunitario.

Ma può fermare l’emicrania?

La cannabis è stata usata per migliaia di anni dalle culture di tutto il mondo. Alcuni dei loro utilizzi erano simili, altri unici per tribù o comunità specifiche.

Uno degli usi più universali della pianta, tuttavia, è per il trattamento del mal di testa.

In effetti, la pianta di cannabis e i cannabinoidi che contiene offrono potenti benefici terapeutici per disturbi come l’emicrania, noti per essere difficili da curare.

La ragione?

I cannabinoidi non hanno una sola azione, ma modi diversi di affrontare lo stesso problema.

Queste diverse azioni della pianta lavorano tutte insieme per calmare il sistema nervoso, stabilizzare i processi infiammatori e regolare la trasmissione del dolore.

Quando tutte queste proprietà agiscono insieme, il CBD può offrire alcuni incredibili benefici anti-emicrania.

Per ottenerli, è importante che tu assuma olio di CBD per lunghi periodi e che utilizzi solo un olio di CBD con un elevato grado di purezza.

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Cosa sono le emicranie?

Le emicranie sono un tipo di mal di testa gravi e ricorrenti.

In molti casi, questi mal di testa colpiscono solo un lato della testa e causano dolore lancinante.

Le emicranie durano in genere 2-8 ore ma in alcuni casi possono durare fino a 3 giorni.

Insieme al mal di testa, chi soffre di emicrania spesso avverte altri sintomi come nausea, sensibilità alla luce, al suono e agli odori, oltre che disturbi della vista.

Le 4 fasi del mal di testa da emicrania

Le emicranie tendono ad avere diverse fasi. Non sempre queste si verificano, e possono variare molto da un episodio all’altro.

Fase 1: Fase Prodromica

Questa fase può anticipare la seconda fase di giorni, ore o minuti. È infatti un segnale comune che preannuncia la comparsa dei dolori.

Comporta un’ampia varietà di sintomi che compaiono prima che si verifichi un’emicrania effettiva.

Alcuni sintomi comuni della fase prodromica includono:

  • Irritabilità
  • Depressione
  • Euforia
  • Dolore e rigidità muscolare
  • Costipazione o diarrea
  • Stanchezza
  • Voglie di cibo
  • Sensibilità agli stimoli (luce, suono, odore, sapore, tatto)

Fase 2: Fase dell’aura

Durante questa fase, le persone sperimentano strani cambiamenti nella loro visione o percezione. Può cambiare il modo in cui si vedono i colori, il modo in cui interpretiamo l’odore e il sapore e il nostro umore può variare drasticamente.

La fase dell’aura è solo temporanea, di solito dura circa 1 o 2 ore.

Per la maggior parte delle persone che soffrono di emicrania abituale, questo è l’indizio più affidabile di un’emicrania in arrivo. Alcune persone possono anche stimare quanto sarà grave la loro emicrania dalla gravità della fase dell’aura.

I sintomi della fase dell’aura possono includere:

  • Disturbi della vista
  • Cambiamenti nella percezione del gusto, della vista, dell’olfatto, del suono e del tatto
  • Difficoltà a parlare o problemi linguistici
  • Una sensazione di capogiro
  • Debolezza muscolare
  • Allucinazioni uditive o visive
  • Paranoia
  • Stanchezza

Fase 3: Fase del dolore

Questa è la fase principale a cui pensiamo quando parliamo di emicranie.

Può variare molto in termini di gravità e di solito è decisamente imprevedibile, anche nelle persone che hanno episodi abituali di emicrania.

Nella maggior parte dei casi, l’emicrania colpisce solo un lato della testa, ma può anche influenzare entrambi i lati allo stesso modo. Alcune persone avvertono il dolore nella parte anteriore della testa, altre nella parte posteriore, e altre nel centro.

I sintomi della fase del dolore includono:

  • Forte dolore pulsante alla testa
  • Sensibilità alle informazioni sensoriali (vista, suono, gusto, odore, tatto)
  • Nausea/vomito
  • Visione offuscata
  • Difficoltà a parlare
  • Sensazioni di capogiro
  • Frequente urinazione
  • Pelle pallida
  • Sudorazione
  • Costipazione o diarrea
  • Dolore al collo
  • Confusione
  • Irritabilità

Fase 4: Fase postdromica

La fase postdromica si verifica dopo che l’emicrania si è calmata.

Molte persone che ne soffrono la paragonano a una sbornia, anche se può durare per diversi giorni. Alcuni sentiranno addirittura pressione o lieve dolore nei punti più colpiti dall’emicrania.

Ci si può anche sentire stanchi e depressi per alcuni giorni dopo l’episodio.

In alcuni casi, però, durante questa fase le persone potrebbero sentirsi stranamente riposate e lucide. Alcune relazioni suggeriscono addirittura uno stato euforico fino a una settimana dopo l’episodio.

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Le cause dei mal di testa da emicrania

L’emicrania tende ad essere davvero poco chiara per i ricercatori. I mal di testa sono difficili da prevedere ed è anche più difficile risalire ad una causa precisa.

Tanti fattori come lo stress, i livelli ormonali, le allergie e l’esposizione a sostanze chimiche, sono considerati tutti potenziali cause ma possono variare molto da una persona all’altra.

Si pensa che uno dei principali fattori dell’emicrania siano i livelli ormonali.

Questo perché le emicranie sono più comuni nei maschi giovani appena prima della pubertà, e 2 o 3 volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Inoltre, l’emicrania tende a diminuire durante la gravidanza e la menopausa.

Tutti questi fattori possono essere ricondotti alle oscillazioni dei livelli ormonali, sebbene gli scienziati non sappiano ancora esattamente in che modo.

Ci sono diverse ipotesi rilevanti sulla vera causa delle emicranie, tra cui:

1. Rilascio di serotonina dalle piastrine

La serotonina è un neurotrasmettitore, e ha molte funzioni nel corpo. Regola gran parte delle nostre emozioni, della funzione sessuale, dell’equilibrio ormonale e della memoria.

Una delle principali teorie per la causa delle emicranie è un eccessivo rilascio di serotonina da parte delle piastrine.

Che significa?

Una piastrina è un tipo di cellula che fluttua nel sangue e svolge un ruolo importante nel modo in cui monitoriamo e controlliamo l’infiammazione nel corpo. Uno dei modi in cui lo fanno è rilasciando piccole quantità di serotonina.

In alcuni casi, queste piastrine possono reagire in modo eccessivo alla situazione e scaricare grandi quantità di serotonina nel sangue. Questo provoca uno shock alle parti del corpo nell’area interessata. [1].

Quando succede nel cervello, ciò può causare sintomi come dolore forte, disorientamento e ipersensibilità a stimoli come vista e olfatto.

Questo vuol dire che se riuscissimo a fermare l’eccessivo rilascio di serotonina da parte delle cellule piastriniche, potremmo essere in grado di fermare o prevenire l’emicrania.

2. Infiammazione

Per funzionare abbiamo bisogno dell’infiammazione.

L’infiammazione ci aiuta a intrappolare e distruggere batteri e virus invasori, accelera la guarigione e previene ulteriori danni al corpo provocando dolore e arrossamento (ricordandoci di stare attenti con quella parte del corpo).

Sfortunatamente, l’infiammazione può diventare problematica, causando molti problemi di salute.

Uno di questi è l’emicrania.

Una proteina che si trova all’interno delle cellule, nota come fattore nucleare kappa B (abbreviato NF-kB) regola la creazione di sostanze infiammatorie nelle cellule.

L’NF-kB è un importante fattore scatenante dell’emicrania. Quando questa proteina inizia a perdere il controllo, può causare una sovrabbondanza di mediatori dell’infiammazione (IL-1B, IL-6 e TNF-a), che attivano così un’ondata di infiammazione e dolore nel sistema nervoso [2].

Visto che questi hanno una vita breve, il problema di solito scompare in poche ore, facendo sparire gradualmente l’emicrania.

Questa causa è particolarmente comune tra le persone che tendono a esagerare con il cibo e altri allergeni. Le persone affette da asma e febbre da fieno sono ad alto rischio dell’emicrania provocata da questo effetto.

Questo significa che: se possiamo fermare la sovrattivazione di NF-kB, potremmo riuscire a prevenire le emicranie.

3. Spasmi muscolari di vene e arterie

Tutte le nostre arterie hanno un sottile strato di muscolo che le attraversa.

Questi muscoli sono fatti per espandersi e contrarsi per controllare la pressione sanguigna e per permetterci di smistare il sangue in organi vitali come il cervello, quando occorre.

Ad esempio, può succedere quando fa freddo.

Al fine di preservare la temperatura corporea interna, i vasi sanguigni di mani, piedi e naso si stringono per rallentare il flusso di sangue verso quella zona. Ciò aiuta a mantenere il sangue caldo più vicino agli organi interni per tenerli il più riscaldati possibile.

Ci sono anche altri motivi per smistare il sangue, come quando dopo un pasto abbiamo bisogno di un flusso sanguigno maggiore verso gli organi digestivi, o quando dopo un infortunio traumatico necessitiamo di portare ossigeno fresco e sostanze nutritive alla zona danneggiata.

Questo sistema è particolarmente sensibile in delicate regioni del cervello.

A volte, i muscoli che controllano queste arterie possono iniziare ad avere spasmi, causando forti emicranie.

Questo significa che: se riusciamo a fermare gli eccessivi spasmi vascolari tra le arterie che alimentano il cervello, possiamo fermare le emicranie che ne derivano.

Terapie per le emicranie

Per curare le emicranie bisogna fare molti tentativi ed errori.

Questo perché i farmaci utilizzati per trattare le 3 cause di emicrania sono diversi.

Se un farmaco non funziona, di solito i medici passano a un altro.

La maggior parte delle persone che soffrono di emicrania usano farmaci antidolorifici come Tylenol, ibuprofene e aspirina. Questi, però, aiutano solo a calmare l’intensità dell’episodio. Non fanno molto per eliminare l’emicrania, e raramente sono abbastanza forti da alleviare completamente i sintomi.

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I medici utilizzano molti farmaci diversi per cercare di fermare l’insorgenza di emicrania, tra cui:

  • Divalproex/valproato di sodio
  • Eletriptan
  • Frovatriptan
  • Almotriptan
  • Metoprololo
  • Naratriptan
  • Propranololo
  • Rizatriptan
  • Sumatriptan
  • Topiramato
  • Zolmitriptan

La maggior parte di questi farmaci hanno una lunga lista di effetti collaterali negativi come ulcere, infarti, danni renali e ictus.

Per questo motivo, molte persone che soffrono di emicranie ricorrenti cercano aiuto da un tipo di medicina diversa.

La medicina erboristica per l’emicrania

La medicina convenzionale ha benefici evidenti rispetto alla medicina a base vegetale, tuttavia, non per i mal di testa da emicrania.

In realtà ci sono molte erbe con benefici consolidati verso il trattamento e la prevenzione dell’emicrania.

Il partenio, ad esempio, è una piccola pianta della famiglia delle margherite che offre miglioramenti lampanti in tutti e 3 i processi ritenuti causa di emicrania.

Un’altra pianta che ha mostrato benefici significativi sia per le cause che per i sintomi dell’emicrania è la pianta di cannabis.

Piante come queste contengono spesso dozzine, se non centinaia di sostanze chimiche diverse. A differenza dei prodotti farmaceutici, ciò rende difficile quantificare precisamente i loro effetti, ma dà l’ulteriore vantaggio di fornire un approccio multiforme al trattamento.

Questo significa che le diverse sostanze chimiche contenute in queste piante offrono molti benefici simili per una stessa patologia, ma attraverso meccanismi diversi.

Ad esempio, le foglie e la resina della pianta di cannabis contengono 80 cannabinoidi diversi e oltre 100 terpeni.

Alcuni di questi cannabinoidi aiutano a fermare gli spasmi arteriosi, altri stabilizzano le cellule immunitarie e altro ancora.

Fornendo più opzioni di terapia per una patologia specifica, hanno più possibilità di risolvere il problema.

Questa è una tecnica comune che gli oncologi usano per combattere il cancro. Usando un cocktail di farmaci chemioterapici, ciascuno con modalità d’azione leggermente diverse, abbiamo più possibilità di usare quello giusto e curare il cancro del paziente.

La cannabis per l’emicrania

La marijuana viene usata per curare il mal di testa almeno dal XVII secolo.

Ci sono diversi modi in cui può farlo:

1. Previene il rilascio di serotonina da parte delle piastrine

Sappiamo da tempo che la cannabis possiede proprietà inibitorie del rilascio di serotonina da parte delle piastrine [4]. Il THC lo fa direttamente, mentre il CBD lo fa indirettamente, attraverso il principale endocannabinoide naturale del corpo, noto come anandamide [5].

Questo effetto aiuta sia a prevenire che curare le emicranie causate dall’eccesso di rilascio di serotonina dalle piastrine.

È interessante notare che questo stesso effetto sul rilascio di serotonina è considerato anche uno dei principali modi in cui il CBD aiuta ad alleviare la nausea e il vomito, altri sintomi comuni associati con l’emicrania.

2. È antinfiammatoria

In passato, la marijuana veniva usata anche per curare il mal di testa, avvolgendo le foglie bagnate intorno alla testa e al collo per diverse ore ogni volta [6].

Questa pratica, documentata principalmente tra i Sumeri, è molto probabilmente una diretta conseguenza degli effetti antinfiammatori che la pianta possiede.

Le terapie moderne per l’emicrania includono spesso antinfiammatori come l’aspirina o il Tylenol.

Il CBD ha dimostrato di offrire un’ampia gamma di benefici antinfiammatori. Li elargisce attraverso percorsi dell’infiammazione diversi, tra cui l’adenosina [8], così come attraverso due dei principali composti infiammatori legati alll’NF-kB [9], che è considerato una delle principali cause potenziali dell’emicrania.

3. Arresta gli spasmi vascolari

Un nervo specifico, noto come nervo trigemino, è il principale responsabile degli spasmi incontrollabili nel sistema vascolare cerebrale, e sopratutto dei mal di test a grappolo.

Uno dei motivi principali è l’iperattività che coinvolge l’NMDA, o recettore del glutammato. Questo sistema genera molte delle attività stimolanti del cervello.

È come il pedale dell’acceleratore dell’auto. Una volta attivato, i giri al minuto aumentano e la macchina va più veloce.

Quasi lo stesso succede nel cervello quando l’NMDA è attivo: i tuoi neuroni vanno sempre più veloci.

Proprio come una macchina, anche il cervello ha un pedale del freno, noto come acido γ-aminobutirrico, o GABA. Ci rallenta e aiuta a rilassarci, opponendosi direttamente agli effetti dell’NMDA.

In alcuni casi, l’attività dell’NMDA può sfuggire di mano, portando il nervo trigemino (che controlla il sistema vascolare cerebrale) ad andare in tilt e avere spasmi incontrollabili. Ciò provoca forti emicranie, che possono durare ore e ore.

Il CBD decellera questo processo schiacciando il pedale del freno (il GABA) [10], rallentando tutto e bloccando gli spasmi delle arterie.

4. Blocca la trasmissione del dolore

Uno dei principali effetti del CBD è bloccare la trasmissione del dolore.

Il CBD è un modulatore esperto. Ciò significa che non agisce esclusivamente su un singolo percorso, costringendolo in una direzione o nell’altra.

Al contrario, potenzia la capacità del corpo di autoregolarsi.

È come dare strumenti migliori alle imprese di costruzione. Fanno lo stesso lavoro di prima, ma meglio.

Naturalmente, questa è una eccessiva semplificazione del processo, ma è importante riuscire a capire in che modo il CBD blocca il dolore.

Il nostro corpo ha bisogno di dolore, perché ci avverte quando qualcosa non va. Tuttavia, può venirci contro quando diventa così forte da essere debilitante.

Ecco perché il nostro organismo fornisce processi diversi che servono a regolare la quantità di dolore che effettivamente percepiamo. Come se giocassero con il volume delle casse, questi aumentano la sensazione di dolore quando dobbiamo sentirne di più, e la abbassano quando inizia ad avere effetti negativi.

Con i mal di testa da emicrania, il livello del dolore è al massimo.

Il CBD favorisce i processi che servono a controllare quest’aumento (come i recettori TRPV1 e i recettori degli oppioidi) e riportare il dolore a un livello appropriato.

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Come usare l’olio di CBD per i mal di testa da emicrania

Ora che abbiamo esaminato in dettaglio il funzionamento delle emicranie e come il CBD e altri cannabinoidi possono essere usati per prevenirle o curarle, parliamo di come usare correttamente ed efficacemente l’olio di CBD.

Dosare l’olio di CBD

Il dosaggio del CBD può essere una sfida, soprattutto perché tende ad agire in modo diverso da persona a persona.

Per alcuni, una piccola dose è sufficiente a fare effetto, mentre altri hanno bisogno di dosi molto maggiori. Questo può rendere difficile il dosaggio all’inizio, ma una volta compresi gli effetti nel tuo corpo, in realtà è molto semplice.

Ci sono delle linee guida al dosaggio di CBD che puoi seguire per capire la giusta dose da cui partire e come combinarla in modo efficace.

Detto questo, è importante notare che molte persone inclini alle emicranie tendono ad essere più sensibili alle sostanze chimiche. Perciò, raccomandiamo di iniziare con una dose leggermente al di sotto del dosaggio più basso raccomandato per il tuo peso, e aumentare gradualmente.

Per quanto tempo dovrei usare l’olio di CBD per i mal di testa?

La chiave per usare efficacemente l’olio di CBD per l’emicrania, è assumerlo regolarmente per lunghi periodi.

Assumendo piccole dosi di olio durante la giornata, in genere una al mattino e una la sera, migliorerai la capacità naturale del corpo di equilibrarsi ed eviterai di perdere il controllo con un attacco di emicrania debilitante.

Molte persone che assumono l’olio di CBD per questo motivo, aumentano la dose quando avvertono un attacco imminente di emicrania, per fermarlo o ridurre la sua gravità complessiva.

Ad esempio, chi soffre di emicrania può assumere 5 mg di CBD al mattino e 5 mg la sera quasi tutti i giorni. Quando si avverte un’emicrania in arrivo prendono altri 5 mg ogni 2 o 3 ore finché non passa.

Riassumendo

Le emicranie sono più che un mal di testa. Sono diffuse, debilitanti e misteriose.

Medici e neuroscienziati non hanno ancora una spiegazione definitiva sulla loro causa o su come fermarle.

Però, ci sono molte ottime teorie sulle quali possiamo basarci quando cerchiamo terapie per questo disturbo.

Ultimamente, l’olio di CBD si sta affermando sempre di più come nuovo ed efficace trattamento e metodo preventivo per l’emicrania. Agisce attraverso percorsi diversi ma correlati per combattere i processi che causano l’emicrania.

È probabile che nei prossimi anni l’utilizzo del CBD e dell’olio di CBD diventerà una terapia standard per la patologia, visto che sempre più studi rivelano gli incredibili benefici dell’estratto di questa piantina.

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Riferimenti

  1. Cloutier, N., Allaeys, I., Marcoux, G., Machlus, K. R., Mailhot, B., Zufferey, A., … & Zhi, H. (2018). Platelets release pathogenic serotonin and return to circulation after immune complex-mediated sequestration. Proceedings of the National Academy of Sciences, 201720553.
  2. Bruno, P. P., Carpino, F., Carpino, G., & Zicari, A. (2007). An overview on immune system and migraine. European review for medical and pharmacological sciences, 11(4), 245.
  3. Solomon, S., Lipton, R. B., & Harris, P. Y. (1990). Arterial stenosis in migraine: spasm or arteriopathy?. Headache: The Journal of Head and Face Pain, 30(2), 52-61.
  4. Volfe, Z., Dvilansky, A., & Nathan, I. (1985). Cannabinoids block release of serotonin from platelets induced by plasma from migraine patients. International journal of clinical pharmacology research, 5(4), 243-246.
  5. Fan, P. (1995). Cannabinoid agonists inhibit the activation of 5-HT3 receptors in rat nodose ganglion neurons. Journal of neurophysiology, 73(2), 907-910.
  6. Russo, E. (2001). Hemp for headache: An in-depth historical and scientific review of cannabis in migraine treatment. Journal of Cannabis Therapeutics, 1(2), 21-92.
  7. Carrier, E. J., Auchampach, J. A., & Hillard, C. J. (2006). Inhibition of an equilibrative nucleoside transporter by cannabidiol: a mechanism of cannabinoid immunosuppression. Proceedings of the National Academy of Sciences, 103(20), 7895-7900.
  8. Ryberg, E., Larsson, N., Sjögren, S., Hjorth, S., Hermansson, N. O., Leonova, J., … & Greasley, P. J. (2007). The orphan receptor GPR55 is a novel cannabinoid receptor. British journal of pharmacology, 152(7), 1092-1101.
  9. Ribeiro, A., Ferraz-de-Paula, V., Pinheiro, M. L., Vitoretti, L. B., Mariano-Souza, D. P., Quinteiro-Filho, W. M., … & Hallak, J. E. (2012). Cannabidiol, a non-psychotropic plant-derived cannabinoid, decreases inflammation in a murine model of acute lung injury: Role for the adenosine A2A receptor. European journal of pharmacology, 678(1-3), 78-85.
  10. Consroe, P., Benedito, M. A., Leite, J. R., Carlini, E. A., & Mechoulam, R. (1982). Effects of cannabidiol on behavioral seizures caused by convulsant drugs or current in mice. European journal of pharmacology, 83(3-4), 293-298.
  11. Russo, E. (2001). Hemp for headache: an in-depth historical and scientific review of cannabis in migraine treatment. Journal of Cannabis Therapeutics, 1(2), 21-92.
  12. M Leonardi, TJ Steiner, AT Scher, RB Lipton. (2005). The global burden of migraine: measuring disability in headache disorders with WHO’s Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). The journal of headache and pain, 429.

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