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CBD e depressione: ricerca e conoscenze attuali

La depressione è una condizione comune e debilitante. L’olio di CBD può essere usato per alleviare i sintomi della depressione? Cosa dice la ricerca?

Scritto da
Justin Cooke , pubblicato 1 settimana fa

La depressione è una delle malattie mentali più comuni al mondo.

Solo negli Stati Uniti, più di 16 milioni di persone all’anno vengono diagnosticate con un disturbo depressivo maggiore. Si ritiene che milioni di persone abbiano una depressione non diagnosticata.

In questo articolo tratteremo le cause della depressione e il modo in cui il CBD può essere d’aiuto.

Andremo ben oltre i 50 anni di conoscenze su cui i medici attualmente si basano quando prescrivono antidepressivi convenzionali e discutono altre cause, tra cui infiammazione, stress cronico e carenze nutrizionali.

Vedremo esattamente perché il CBD offre effetti antidepressivi così potenti e come usarlo correttamente. 

  • Indice
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Cos’è la depressione?

Ormai quasi tutti abbiamo sentito parlare di depressione, ma poche persone capiscono cosa questa condizione implichi davvero.

La depressione è complessa, e individuarne le cause è difficile.

Vediamo alcune cause che hanno a che fare con il CBD.

Le cause della depressione sono molte

Non esiste una singola causa per la depressione. Nella maggior parte dei casi, è semplicemente un sintomo di altre malattie preesistenti, o di una dieta poco sana e uno stile di vita dannoso.

Le cause della depressione possono comprendere:

  1. Abuso di sostanze
  2. Stress cronico
  3. Lutto
  4. Effetti collaterali dei farmaci
  5. Malattie genetiche (come la malattia di Huntington o la sclerosi multipla)
  6. Carenze nutrizionali (incluse vitamine del gruppo B, magnesio, zinco e proteine).
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La gravità della depressione è uno spettro delicato, che va da lieve a grave includendo tutto ciò che c’è nel mezzo

  • Depressione lieve: comporta perdita di interesse di basso grado o bassa motivazione.
  • Depressione moderata: comporta una maggiore perdita di motivazione ed energia, e può interferire o meno con le responsabilità quotidiane.
  • Depressione grave: può comportare pensieri di suicidio o completa perdita di motivazione.

A seconda della persona (e della vera causa della depressione) la gravità e gli effetti collaterali possono essere molto diversi.

Quali sono i sintomi della depressione?

Anche se molte patologie elencano la depressione come un sintomo, essa è anche una malattia con il proprio insieme di sintomi.

Può confondere, lo so, ma ancora una volta il corpo umano è incredibilmente complesso.

La depressione tende a presentarsi in pacchetti con una serie di sintomi.

Alcuni dei segni e sintomi della depressione includono:

  • Tristezza
  • Perdita di interesse nelle attività di piacere
  • Perdita di motivazione
  • Insonnia
  • Stanchezza
  • Sensazione di inutilità
  • Difficoltà di concentrazione
  • Variazioni dell’appetito
  • Apatia
  • Incapacità di provare piacere (anedonia)
  • Irritabilità
  • Subordinazione (prostrazione)
  • Cambiamenti delle abitudini

L’olio di CBD può trattare la depressione?

In breve, sì, ma non direttamente.

Lascia che ti spieghi.

L’olio di CBD ha molti utilizzi: è usato per alleviare il dolore e l’infiammazione e potrebbe essere una fonte affidabile di rilassamento dopo una giornata stressante.

È interessante notare che il CBD deve questa capacità ai suoi formidabili benefici antinfiammatori.

Approfondiremo i dettagli di questo meccanismo tra poco, ma l’infiammazione è una delle principali cause scatenanti della depressione.

Aiutandoci a risolvere l’infiammazione sistemica e di basso grado, il CBD potrebbe fare molto per alleviare la depressione cronica.

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Trattamenti farmaceutici per la depressione

Trattare la depressione implica trovare la causa.

Gli psicologi di solito determinano se ci sono segni di abuso, sofferenze personali, eventi stressanti, abuso di sostanze o altre cause di depressione che potrebbero essere in gioco.

Dietologi, nutrizionisti e terapeuti naturali valutano l’alimentazione e in che modo lo stile di vita influisce sulla depressione dei pazienti.

Spesso, dieta e stile di vita sono sufficienti per alleviare la maggior parte dei sintomi della depressione.

I medici affrontano la depressione come una condizione di squilibrio. Daranno farmaci come gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), antidepressivi triciclici (TCA) e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) per controbilanciare.

1. IMAO (inibitori delle monoaminossidasi)

Gli IMAO sono una classe di farmaci usati per il trattamento della depressione.

Comportano l’inibizione dell’enzima (monoammina ossidasi) che scompone i neurotrasmettitori di monoammina (dopamina, serotonina, norepinefrina).

Bloccando questo enzima, la serotonina, la dopamina e la norepinefrina ci mettono più tempo ad esaurirsi, e rimangono nei neuroni più a lungo.

Se la causa della depressione è un livello basso di serotonina o dopamina, questa classe di composti è utile per stimolare l’attività e alleviare i sintomi. Tuttavia non risolverà il problema, perché non appena il farmaco viene interrotto, tutto torna alla normalità. In alcuni casi si verificano dei cali di rimbalzo di dopamina e serotonina, che causano sintomi ancora più gravi.

2. SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina)

Questa è la classe più comune di antidepressivi usati oggi.

Molti credono che i livelli bassi di serotonina siano la causa principale della depressione. Perciò, se c’è un modo per colpire direttamente questo neurotrasmettitore e aumentare la sua attività nel cervello, possiamo alleviarne i sintomi.

Un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina agisce per bloccare il riassorbimento della serotonina e la sua dissoluzione nelle sinapsi del cervello.

Questo fa sì che la serotonina si accumuli all’esterno delle sinapsi, e quindi migliori l’umore generale.

È importante notare che gli SSRI non risolvono la causa della serotonina bassa, e ci sono moltissime prove che sostengono che la maggior parte dei casi di depressione in realtà non implicano una carenza di serotonina [4]. Anzi, ora la ricerca indica che la depressione è il risultato diretto della neuroinfiammazione.

Questo spiega perché gli SSRI hanno poco effetto sulle persone, dal momento che aumentano i marcatori dell’infiammazione nel flusso sanguigno.

3. Antidepressivi triciclici

Gli antidepressivi triciclici sono una vecchia generazione di farmaci antidepressivi.

Versioni più recenti come gli IMAO e gli SSRI li hanno sostituiti.

Bloccano il riassorbimento di serotonina e norepinefrina, il che li rende molto simili agli SSRI.

La differenza è che i triciclici producono una varietà di effetti indesiderati anche su altri neurotrasmettitori, quindi hanno effetti collaterali imprevedibili.

Uno squilibrio chimico provoca depressione?

L’idea secondo cui la depressione è il risultato delle disfunzioni di un neurotrasmettitore, che di solito coinvolgono la serotonina, ha più di 50 anni.

La ricerca ha fatto molta strada da allora, specialmente nel campo della neurologia.

Anche se molti medici restano dell’idea che la depressione sia causata da bassi livelli di neurotrasmettitori, si tratta di una credenza troppo semplicistica, e i legami tra le due cose non sono chiari.

La prova a sostegno di questa teoria si basa su qualcosa di simile, cioè l’esaurimento del triptofano. In questo processo, il precursore della serotonina, il triptofano, è completamente bloccato, e causa la diminuzione dei livelli di serotonina e la comparsa dei sintomi depressivi.

In individui sani, l’esaurimento del triptofano non causa depressione. Avviene solo nelle persone che hanno una predisposizione per i sintomi depressivi [5].

Probabilmente ti starai chiedendo cosa significhi.

Permettimi di spiegare.

I farmaci progettati per i livelli di serotonina sono attualmente il principale trattamento per la depressione, eppure non hanno un alto tasso di successo. Ciò suggerisce che c’è un’altra causa per la depressione a cui non stiamo prestando attenzione…

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La vera causa della depressione

Solo ora, dopo mezzo secolo, la nostra comprensione della depressione sta iniziando a cambiare.

Sempre più ricerche vengono pubblicate ogni anno, suggerendo che la causa principale della depressione è la neuroinfiammazione.

In sostanza significa “infiammazione del cervello”.

Ha molto senso, perché la neuroinfiammazione è associata a livelli ridotti di serotonina [6], scarsa disponibilità di nutrienti nel cervello e aumento del danno ossidativo.

Se fosse vero, ridurre l’infiammazione non dovrebbe alleviare i sintomi della depressione?

Depressione e antinfiammatori

Guardando al di là della medicina convenzionale, che insiste con la sua ossessione per i livelli di serotonina, ci sono molti altri modi per affrontare la depressione in modo efficace.

Nel mondo della medicina botanica ci sono probabilmente centinaia di trattamenti per la depressione, alcuni dei quali possono consistere nella regolazione dei neurotrasmettitori, come con l’erba di San Giovanni o la Catuaba, mentre altri hanno un meccanismo meno chiaro (inizialmente).

L’Ashwagandha, la rehmannia, il ginseng, la curcuma e l’incenso sono tutti potenti antidepressivi, e ci sono molte prove a sostegno del loro uso (anche se nessuno di essi ha una chiara interazione con la serotonina). Ciò che accomuna queste erbe è il potente profilo antinfiammatorio.

Ci sono altri esempi di erbe antidepressive affidabili con effetti antinfiammatori, troppi da elencare qui.

La medicina convenzionale si sta diffondendo, e si stanno testando alcuni farmaci antinfiammatori per il trattamento della depressione, alcuni dei quali mostrano risultati promettenti.

Cosa c’entrano la cannabis e il CBD con tutto questo?

Il CBD potrebbe essere uno dei più potenti antinfiammatori vegetali al mondo.

Cos’è il CBD?

Il CBD sta per cannabidiolo. È solo uno dei circa 60 composti diversi conosciuti nell’insieme come cannabinoidi.

Sono sostanze chimiche speciali contenute nella pianta di cannabis che interagiscono con il nostro sistema endocannabinoide. Si tratta di un sistema di recettori e ormoni che aiutano a regolare una serie di importanti processi nel corpo umano, tra cui l’attivazione neurologica, i livelli di fame e la funzione sessuale.

Il CBD è il principale cannabinoide non psicoattivo. L’altro cannabinoide principale, il THC, è responsabile degli effetti psicoattivi, e dello “sballo”, associati alla marijuana.

Il CBD non è psicoattivo, e può essere assunto durante il giorno senza provocare cambiamenti nella cognizione. È usato per alleviare dolore, infiammazione e ansia, ed è anche usato per alleviare molti dei principali sintomi della depressione.

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Usare il CBD per la depressione

Con oltre 60 diversi cannabinoidi, centinaia di terpeni e numerose sostanze chimiche, può essere difficile individuare il meccanismo grazie a cui la cannabis tratta la depressione.

Il CBD, tuttavia, potrebbe essere uno dei principali candidati, e numerosi studi hanno confermato questo suo utilizzo.

Ci sono alcuni modi in cui il CBD potrebbe alleviare i sintomi della depressione, ad esempio aumentando i livelli di serotonina e riducendo il dolore. Tuttavia, il più importante è il suo ruolo nella riduzione dell’infiammazione.

CBD e infiammazione

Ci sono centinaia di mediatori dell’infiammazione diversi nel corpo umano.

Le infiammazioni risultanti da malattie come artrite, IBS, lesioni traumatiche o autoimmunità sono tutte diverse. Ci sono cose che possono funzionare per un tipo di infiammazione, ma non possono fare nulla per gli altri.

Il CBD è unico perché potrebbe offrire i suoi benefici antinfiammatori a quasi tutte le forme di infiammazione, inclusa la neuroinfiammazione associata alla depressione.

Nel complesso, è stato dimostrato che il CBD potrebbe sbloccare i principali mediatori dell’infiammazione, tra cui il PGE2, la COX (ciclossigenasi), la produzione di radicali liberi e il monossido di azoto [7].

Questo lo rende utile per la riduzione dell’infiammazione in tutte le parti del corpo, inclusi l’intestino, la pelle, i vari organi, il sistema cardiovascolare e il cervello.

Si pensa che sia questo il principale meccanismo terapeutico alla base dell’attività antidepressiva del CBD, e anche di molti altri suoi utilizzi.

Altri effetti antidepressivi del CBD

Ci sono alcuni modi in cui il CBD potrebbe risultare utile per il trattamento dei sintomi della depressione.

In generale, gli effetti del CBD sulla depressione potrebbero essere:

  • Combattere l’infiammazione
  • Aumentare la nostra capacità di mantenere l’omeostasi
  • Proteggerci dal danno ossidativo
  • Aumentare l’attività del GABA nel cervello
  • Favorire l’equilibrio di serotonina e dopamina

Cosa dice la ricerca sul CBD per la depressione

Ci sono molti studi di ricerca che sostengono che il CBD possa essere usato per alleviare i sintomi e i processi fisiologici coinvolti nella depressione.

A) Studi sugli animali

I primi studi sugli animali, condotti sui ratti, hanno evidenziato che il CBD era in grado di inibire la ricaptazione della serotonina nelle sinapsi [1]. Questo è un meccanismo comune degli antidepressivi farmaceutici per il trattamento della depressione.

Uno dei modi principali in cui verifichiamo come le sostanze possono essere utilizzate per alleviare i sintomi della depressione, è il “test del nuoto forzato”.

I topi vengono posti in un ambiente progettato per farli sentire felici o depressi (isolamento sociale, nessuna stimolazione mentale, ecc.), poi ricevono la sostanza in questione.

In seguito vengono messi in un contenitore pieno d’acqua e sono costretti a nuotare. Il test è progettato con un luogo sicuro al centro del contenitore sul quale i ratti possono salvarsi se lo trovano.

I topi depressi tendono a trovare il luogo sicuro nascosto e a restare lì, immotivati ​​a trovare una via di fuga.

I ratti non depressi, invece, cercano quasi sempre un modo per fuggire, lasciando di tanto in tanto il luogo sicuro per esplorare i lati e gli angoli del contenitore nel tentativo di scappare. Sono molto più fiduciosi e motivati.

Alcuni studi hanno esaminato gli effetti degli estratti di CBD nei topi attraverso questo test.

In un altro studio pubblicato nel 2011, i topi ricevevano dosi di CBD o placebo da 15, 30 o 60 mg/kg, e poi venivano costretti a nuotare. Tutti i topi che avevano assunto CBD mostravano segni di depressione notevolmente minori rispetto ai topi trattati con placebo, il che dimostra i potenti effetti antidepressivi del CBD [2].

Altri studi, basati sul test del predatore e della preda (l’esposizione dei topi a un predatore per vedere se si bloccano o no) hanno rivelato che i topi trattati con CBD si bloccavano meno volte di fronte al pericolo [3].

B) Studi umani

Il più grande studio svolto finora sul CBD e la depressione, non stava investigando l’uso del CBD per curare la depressione; piuttosto, volevano capire se la cannabis causasse depressione [7].

Lo studio ha coinvolto oltre 45.000 partecipanti in Svezia. I ricercatori hanno concluso la ricerca affermando:

Dopo aver controllato i fattori confondenti e soprattutto i marcatori di comportamento disturbato durante l’infanzia, non si è manifestato alcun aumento del rischio di depressione futura tra i consumatori di cannabis di età tra 18 e 20 anni. Visto il gran numero di casi, e il controllo di importanti fattori contestuali, crediamo che il nostro studio si aggiunga alle scoperte precedenti a sostegno dell’ipotesi che l’uso di cannabis non aumenta il rischio di depressione”.

La dichiarazione finale la dice lunga: “l’uso di cannabis non aumenta il rischio di depressione”.

Al di fuori di questo studio, sono state condotte poche ricerche per studiare la capacità diretta di cannabis e CBD di trattare la depressione. Su questo fronte la ricerca sta avanzando giorno dopo giorno, e nei prossimi anni ci aspettiamo di vedere più studi su questo aspetto.

È importante ricordare che solo ora la connessione tra infiammazione e depressione è considerata una teoria seria. Negli anni che verranno ci sarà molta ricerca da fare.

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Come usare il CBD per la depressione

Quindi, come posso incorporare l’olio di CBD nella mia routine per alleviare i sintomi della depressione?

La chiave per usare il CBD per qualcosa di così complesso come la depressione, è assicurarsi di usarlo in combinazione con altri cambiamenti nella dieta e nello stile di vita.

Svolgere attività che aiutano a ridurre lo stress, aumentare la protezione antiossidante e ridurre l’infiammazione, fa davvero molto per alleviare i sintomi della depressione.

Se soffri di depressione, è anche importante consultare sempre il medico prima di iniziare ad assumere olio di CBD, soprattutto se si stanno assumendo altri antidepressivi.

1. Scegli la dose giusta di CBD

Trovare la dose giusta di CBD può essere una sfida, perché ognuno reagisce ai suoi effetti in modo diverso.

Abbiamo scritto una guida per trovare la giusta dose di CBD in base al peso e al livello di intensità dell’olio.

Se sei nuovo in questo mondo, ti consigliamo di partire dal punto più basso della scala e di arrivare gradualmente a dosi più elevate.

La maggior parte degli studi condotti sul CBD per la depressione hanno utilizzato dosi molto alte.

2. Usa olio di CBD di alta qualità

Quando usi olio di CBD per qualcosa di serio come la depressione, è importante scegliere sempre prodotti della qualità migliore possibile.

Ci sono molti oli di CBD sul mercato, e ad essere onesti, molti sono di scarsa qualità.

Noi consigliamo sempre di dare un’occhiata alla nostra guida ai migliori oli di CBD.

3. Usa il CBD in associazione a cambiamenti della dieta e dello stile di vita

Questo è il passo più importante.

Ci sono molti altri fattori coinvolti nella depressione, tra cui il modo in cui gestiamo lo stress e il cibo che mangiamo.

Nell’epoca odierna, la maggior parte della gente non ha gli strumenti mentali necessari per gestire efficacemente lo stress, e non è un segreto che l’uomo moderno tenda a seguire un’alimentazione orribile.

Quando permettiamo allo stress di prendere il controllo delle nostre vite e mangiano cibi che promuovono l’infiammazione e le insufficienze nutrizionali, spesso segue la depressione. Pertanto, è fondamentale fare qualcosa per ridurre le cause dello stress, lavorare sui modi per aumentare la capacità di sopportare lo stress quando si presenta, e ottimizzare la dieta per ridurre l’infiammazione.

Cambiamenti consigliati nella dieta e nello stile di vita per ridurre lo stress

  • Pratica la meditazione
  • Passeggia nella natura
  • Assicurati di dormire 8 ore a notte
  • Ascolta della musica rilassante quando ti senti stressato
  • Scrivi una lista di quali sono le cause del tuo stress e fai un piano per eliminarle
  • Visita un terapeuta o uno psicologo per elaborare le cause complesse dello stress

Considerazioni alimentari per minimizzare la depressione

  • Includi almeno mezzo piatto di verdure fresche in ogni pasto
  • Evita cibi raffinati, trasformati
  • Evita di mangiare in movimento. Siediti e prenditi il tempo di mangiare e digerire
  • Vai da un nutrizionista per identificare ed eliminare qualsiasi potenziale allergia alimentare
  • Bere il tè invece del caffè

Considerazioni finali sull’uso di olio di CBD per la depressione

L’olio di CBD potrebbe essere uno strumento eccellente per alleviare i sintomi della depressione, ma non risolverà il problema da solo.

È ottimo per rompere il ghiaccio e alleviare molti dei sintomi più fastidiosi del disturbo. Per ottenere i migliori risultati, accertati sempre di associare il CBD ad altri cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. Inizia cercando di capire qual è la fonte della depressione ed eliminandola.

La fonte può avere molte forme, ma spesso è un mix di processi infiammatori (cattiva alimentazione, autoimmunità, fumo, uso di droghe o alcol, ecc.) e molto stress.

In combinazione con altre tecniche, il CBD potrebbe essere uno strumento profondamente utile per combattere la depressione.


Riferimenti

  1. Banerjee, S. P., Snyder, S. H., & Mechoulam, R. A. P. H. A. E. L. (1975). Cannabinoids: influence on neurotransmitter uptake in rat brain synaptosomes. Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics, 194(1), 74-81.
  2. Réus, G. Z., Stringari, R. B., Ribeiro, K. F., Luft, T., Abelaira, H. M., Fries, G. R., … & Crippa, J. A. (2011). Administration of cannabidiol and imipramine induces antidepressant-like effects in the forced swimming test and increases brain-derived neurotrophic factor levels in the rat amygdala. Acta neuropsychiatrica, 23(5), 241-248.
  3. R de Mello Schier, A., P de Oliveira Ribeiro, N., S Coutinho, D., Machado, S., Arias-Carrión, O., A Crippa, J., … & C Silva, A. (2014). Antidepressant-like and anxiolytic-like effects of cannabidiol: a chemical compound of Cannabis sativa. CNS & Neurological Disorders-Drug Targets (Formerly Current Drug Targets-CNS & Neurological Disorders), 13(6), 953-960.
  4. Cowen, P. J., & Browning, M. (2015). What has serotonin to do with depression?. World Psychiatry, 14(2), 158-160.
  5. Smith, K. A., Fairburn, C. G., & Cowen, P. J. (1997). Relapse of depression after rapid depletion of tryptophan. The Lancet, 349(9056), 915-919.
  6. Wichers, M. C., Koek, G. H., Robaeys, G., Verkerk, R., Scharpe, S., & Maes, M. (2005). IDO and interferon-α-induced depressive symptoms: a shift in hypothesis from tryptophan depletion to neurotoxicity. Molecular psychiatry, 10(6), 538.
  7. Pellati, F., Borgonetti, V., Brighenti, V., Biagi, M., Benvenuti, S., & Corsi, L. (2018). Cannabis sativa L. and nonpsychoactive cannabinoids: their chemistry and role against oxidative stress, inflammation, and cancer. BioMed research international, 2018.
  8. Manrique-Garcia, E., Zammit, S., Dalman, C., Hemmingsson, T., & Allebeck, P. (2012). Cannabis use and depression: a longitudinal study of a national cohort of Swedish conscripts. BMC psychiatry, 12(1), 112.

Patologie che rispondono al Cannabidiolo