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CBD e chinetosi: ricerca e conoscenze attuali

La chinetosi è la rovina dei viaggiatori. È stato dimostrato che il CBD migliora i sintomi di questo disturbo. Ecco come funziona il CBD e come puoi usarlo.

Scritto da
Justin Cooke , pubblicato 1 settimana fa

La chinetosi è snervante. Viaggiare può essere eccezionalmente difficile e scomodo per le persone colpite.

Si stima che tra il 7 e il 28% della popolazione soffra di chinetosi durante i viaggi [1, 2, 3].

I sintomi tipici della chinetosi comprendono vertigini, eccessiva produzione di saliva, respiro superficiale, affaticamento, sudore freddo e nausea o vomito.

Il CBD potrebbe offrire potenti benefici anti-nausea per i sintomi della chinetosi, agendo direttamente sulla regione del cervello responsabile delle sensazioni di nausea.

In quest’articolo esamineremo le cause della chinetosi, come il CBD può essere d’aiuto e come iniziare a usarlo tu stesso.

Andiamo al punto.

  • Indice
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Riepilogo: usare il CBD per la chinetosi

Il CBD è un potente composto medicinale della pianta di cannabis. Deve molto del suo beneficio terapeutico alla capacità di stimolare il sistema endocannabinoide, intimamente legato ai processi che includono nausea e vomito [5].

Infatti, studi animali dimostrano una correlazione diretta tra il sistema endocannabinoide e la regione nel cervello responsabile della regolazione di nausea e vomito [7, 8].

Le case farmaceutiche hanno prodotto composti che bloccano i recettori endocannabinoidi (CB1) nel cervello. Recentemente hanno testato uno di questi farmaci come un potenziale farmaco dimagrante. Nonostante abbia aiutato i pazienti a perdere peso, ha anche provocato forte nausea [9].

Questo studio dimostra che il sistema endocannabinoide è coinvolto nella regolazione del centro cerebrale della nausea/vomito.

Si pensa che il sistema endocannabinoide crei un legame con relazione fisica ed emotiva tra intestino e cervello. I ricercatori credono che il CBD possa anche alleviare la nausea causata da stress e infezioni intestinali [5].

Il CBD ottimizza il sistema endocannabinoide proteggendo i livelli di anandamide: uno degli endocannabinoidi primari coinvolti nella regolazione del centro della nausea nel cervello.

Consigli per ottenere il massimo dal tuo integratore di CBD per la chinetosi

  1. Scegli solo prodotti CBD di alta qualità: i contaminanti possono peggiorare la nausea
  2. Scegli estratti di CBD a spettro completo invece che isolati: gli altri cannabinoidi nella formula offrono benefici per la chinetosi
  3. Prendi la dose di CBD prima che la chinetosi inizi per massimizzare i benefici

Cosa provoca i disturbi del movimento

La causa più comune di chinetosi è un problema con gli organi interni delle orecchie che ci aiutano a mantenere l’equilibrio.

In entrambe le orecchie c’è un gruppo specializzato di organi che usano la gravità per indicarci le direzioni di su e giù. Quando ci troviamo in situazioni in cui queste direzioni cambiano frequentemente (ad esempio su una barca in movimento, in auto, in treno o in aereo) questi organi possono iniziare a inviare messaggi caotici al cervello.

Questi organi comunicano al cervello che qualcosa non va, facendoci sentire nauseati, a volte così tanto da farci vomitare. 

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Ancora non siamo certi del motivo per cui questo accade più spesso a certe persone piuttosto che a altre, ma ci sono alcuni fattori di rischio ben noti.

Fattori di rischio per chinetosi:

  • Vertigini (un disturbo che colpisce gli organi dell’equilibrio nell’orecchio)
  • Fattori genetici [4]
  • Sovrattivazione del sistema nervoso simpatico (SNS) [6]
  • Precedente infezione dell’orecchio interno
  • Lesioni traumatiche alla testa e alle orecchie

Uno dei benefici più rilevanti del CBD (in relazione alla chinetosi) è la sua capacità di inibire il sistema nervoso simpatico (SNS). Si tratta della parte del sistema nervoso responsabile della regolazione della reazione allo stress.

Quando ci stressiamo, il SNS ha il compito di prepararci al potenziale pericolo aiutandoci a lottare o scappare. Questo processo viene spesso definito reazione “attacco o fuga”.

Il SNS provoca diversi cambiamenti coinvolti nella risposta attacco o fuga:

  • Aumenta la frequenza cardiaca
  • Dilata le vie aeree per consentire un flusso d’aria maggiore
  • Aumenta i livelli di zucchero nel sangue
  • Disattiva la funzione immunitaria e digestiva per risparmiare energia
  • Aumenta la pressione sanguigna
  • Aumenta l’attività cerebrale

In alcune persone, il SNS si attiva troppo presto o troppo intensamente rispetto alla situazione. In altre parole, reagisce in modo esagerato alla circostanza specifica.

Sembra che quando i recettori dell’equilibrio iniziano a inviare strani feedback al cervello (come le sensazioni provate durante il volo o in barca), il cervello reagisca esageratamente attivando il SNS a pieno regime.

Alcune persone proveranno ansia, altre chinetosi; alcune sono così sfortunate da sperimentare entrambi i sintomi allo stesso tempo.

Esistono trattamenti per la chinetosi?

Ci sono dei farmaci preventivi che riducono la gravità della chinetosi durante il viaggio. Questi farmaci causano spesso effetti collaterali indesiderati, alcuni peggiori dei sintomi originali.

Un altro lato negativo dei medicinali per i disturbi del movimento è che per dare i massimi benefici devono essere assunti regolarmente.

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I farmaci più comuni includono:

  • Meclizina HCL
  • Prometazina HCL
  • Phenergan
  • Antivert
  • Dramamina
  • Scopolamina

Guida all’uso del CBD per la chinetosi

Il CBD è un’eccellente scelta contro i disturbi del movimento perché agisce su più cause contemporaneamente.

Per cominciare, inibisce un enzima noto come Amide Idrolasi degli Acidi Grassi (FAAH), responsabile della scomposizione dei nostri endocannabinoidi. Bloccando questo enzima, possiamo aumentare i livelli di anandamide nel cervello.

L’anandamide attiva i recettori endocannabinoidi nel centro della nausea del cervello per alleviare i sintomi della chinetosi.

Il CBD ha l’ulteriore vantaggio di impedire al sistema nervoso simpatico (SNS) di andare in tilt. Questo dà il doppio beneficio di alleviare nausea e ansia (che sono strettamente correlate e spesso colpiscono allo stesso tempo).

Quanto CBD dovrei prendere?

Il primo passo per il trattamento della chinetosi con il CBD è determinare il dosaggio iniziale. Questo varia da una persona all’altra, quindi è importante fare alcune prove prima di fissare una dose giornaliera specifica.

La maggior parte delle ricerche sul CBD per la chinetosi si basa su dosaggi elevati. Se abbiamo o no bisogno di dosi alte perché il composto funzioni, è ancora in discussione.

La maggior parte delle persone trova sollievo con dosaggi di media intensità (vedi la tabella sotto), anche se potrebbe essere necessario provare diverse dosi prima di trovare quella che funziona per te.

Noi consigliamo di iniziare dalla dose minore in base al peso e aumentare gradualmente fin quando non trovi il sollievo di cui hai bisogno. Per ridurre la chinetosi, per molte persone un dosaggio di media intensità sembra funzionare bene.

Per ottenere i migliori risultati, prendi il CBD prima che inizi il malessere. Può essere difficile da prevedere, ma se accusi spesso questi sintomi su una barca o su un aereo, prova ad assumere la dose di CBD un’ora prima del viaggio.

Intensità consigliata per la chinetosi: media intensità

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Dosi giornaliere di CBD in base al peso e all’intensità (in mg)

Peso (kg)Bassa intensitàMedia intensitàAlta intensità

45 kg

10 mg

30 mg

60 mg

57 kg

13 mg

38 mg

75 mg

68 kg

15 mg

45 mg

90 mg

79 kg

17 mg

52 mg

105 mg

90 kg

20 mg

60 mg

120 mg

102 kg

22 mg

67 mg

135 mg

113 kg

25 mg

75 mg

150 mg

Combinare il CBD con altri integratori anti-nausea

Il CBD blocca la chinetosi regolando le regioni cerebrali responsabili del suo controllo.

Ci sono anche altri integratori che puoi usare per aiutare a fermare i disturbi del movimento; la loro combinazione può conferire effetti di maggiore livello.

Altre erbe con benefici anti-nausea:

  • Zenzero (Zingiber officinalis)
  • Melissa officinale (Melissa officinalis)
  • Camomilla (Matricaria recutita)
  • Menta piperita (Mentha piperita)

Verdetto finale: usare il CBD per la chinetosi

Il CBD è un’opzione eccellente per il trattamento e la prevenzione dei disturbi del movimento. Sebbene funzioni meglio quando assunto prima che la chinetosi entri in azione, è comunque utile per alleviare i sintomi dopo il loro inizio.

Noi consigliamo di trovare un olio di CBD di alta qualità con almeno un livello medio di potenza (500 mg di CBD per un flacone da 30 ml o più) e assumere una dose di media intensità.

Per i massimi benefici, puoi anche combinare il tuo CBD con altri integratori antiemetici o anti-nausea, come integratori di zenzero o prugnolo.


Riferimenti

  1. Turner, M. (1999). Motion sickness in public road transport: passenger behaviour and susceptibility. Ergonomics, 42(3), 444-461.
  2. Turner, M., Griffin, M. J., & Holland, I. (2000). Airsickness and aircraft motion during short-haul flights. Aviation, space, and environmental medicine, 71(12), 1181-1189.
  3. Lawther, A., & Griffin, M. J. (1988). A survey of the occurrence of motion sickness amongst passengers at sea. Aviation, space, and environmental medicine, 59(5), 399-406.
  4. Reavley, C. M., Golding, J. F., Cherkas, L. F., Spector, T. D., & MacGregor, A. J. (2006). Genetic influences on motion sickness susceptibility in adult women: a classical twin study. Aviation, space, and environmental medicine, 77(11), 1148-1152.
  5. Choukèr, A., Kaufmann, I., Kreth, S., Hauer, D., Feuerecker, M., Thieme, D., … & Schelling, G. (2010). Motion sickness, stress and the endocannabinoid system. PloS one, 5(5), e10752.
  6. Otto, B., Riepl, R. L., Klosterhalfen, S., & Enck, P. (2006). Endocrine correlates of acute nausea and vomiting. Autonomic Neuroscience, 129(1-2), 17-21.
  7. Parker, L. A., Limebeer, C. L., Rock, E. M., Litt, D. L., Kwiatkowska, M., & Piomelli, D. (2009). The FAAH inhibitor URB-597 interferes with cisplatin-and nicotine-induced vomiting in the Suncus murinus (house musk shrew). Physiology & behavior, 97(1), 121-124.
  8. Van Sickle, M. D., Oland, L. D., Ho, W., Hillard, C. J., Mackie, K., Davison, J. S., & Sharkey, K. A. (2001). Cannabinoids inhibit emesis through CB1 receptors in the brainstem of the ferret. Gastroenterology, 121(4), 767-774.
  9. Després, J. P., Golay, A., & Sjöström, L. (2005). Effects of rimonabant on metabolic risk factors in overweight patients with dyslipidemia. New England Journal of Medicine, 353(20), 2121-2134.

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