Basato su prove

La guida definitiva al cannabidiolo (CBD)

Il cannabidiolo (CBD) è il principale componente medicinale della pianta di marijuana/cannabis. Diventa un esperto di questo incredibile integratore.

Scritto da
Justin Cooke , pubblicato 1 settimana fa

  • Indice

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei componenti medicinali attivi della pianta di cannabis.

Sebbene negli ultimi 80 anni la cannabis sia stata illegale in gran parte del mondo, sta iniziando ad attirare l’interesse pubblico per i benefici sulla salute derivanti di uno dei cannabinoidi primari della pianta: il CBD. È possibile trovare CBD sotto forma di oli, capsule, pomate e altro ancora.

Il CBD è raccomandato come integratore naturale per un lungo elenco di sintomi e patologie, in particolare epilessia, insonnia, ansia, sclerosi multipla, malattie della pelle e dolore.

Questi sono solo alcuni esempi: dai un’occhiata al nostro database approfondito sulle patologie che rispondono al CBD per avere più informazioni sugli usi medicinali del CBD e della cannabis.

In questa guida definitiva al CBD, tratteremo tutto ciò che devi sapere per iniziare a usarlo in modo sicuro ed efficace.

Affronteremo i seguenti argomenti:

  • Come funziona il CBD
  • Confronto del CBD con altre sostanze della sua categoria
  • Cosa dice la ricerca sul CBD per i suoi utilizzi più diffusi
  • Come scegliere il prodotto giusto al CBD
  • Come determinare quale dose di CBD assumere
  • Quando evitare il CBD
  • Quanto tempo impiega il CBD per iniziare a fare effetto
  • Gli effetti collaterali più comuni del CBD
  • Come distinguere i prodotti al CBD buoni da quelli pessimi
La pianta di canapa (Cannabis sativa) – la prima fonte di CBD

Cos’è il cannabidiolo?

Il cannabidiolo è solo una delle 421 sostanze chimiche contenute nella pianta di cannabis [1]. È il principale composto medicinale della pianta: offre potenti benefici terapeutici per infiammazione, dolore, ansia, tensione muscolare, stress, insonnia e molto altro ancora.

Il CBD deve la maggior parte dei suoi benefici terapeutici alla capacità di interagire con il sistema endocannabinoide. Il ruolo principale di questo sistema è quello di favorire l’omeostasi (equilibrio) in tutto il corpo (lo vedremo in dettaglio tra poco).

Ci sono oltre 66 cannabinoidi diversi nella pianta di cannabis, ognuno con un effetto unico sul corpo.

Di solito il cannabinoide più abbondante nella pianta è il CBD, seguito dal principale componente psicoattivo: il THC (tetraidrocannabinolo). Gli altri cannabinoidi come il CBC (cannabicromene), il CBG (cannabigerolo) e il CBN (cannabinolo) costituiscono la maggioranza del profilo di cannabinoidi restante.

Cos’è il sistema endocannabinoide?

Tutti i mammiferi hanno un sistema endocannabinoide (ECS). Noi abbiamo perfino molecole messaggere specializzate progettate per lavorare con esso, note come endocannabinoidi.

Le sostanze contenute nella cannabis (i fitocannabinoidi) sono perfette per interagire con l’ECS.

L’ECS consiste in una serie di recettori specializzati che controllano le attività intracellulari (quelle che si svolgono all’interno della cellula). Questo sistema è principalmente coinvolto nel mantenimento dell’omeostasi (equilibrio corporeo), così come nella protezione degli organi dai danni cronici causati dall’esposizione a sostanze tossiche o a infiammazioni.

Il termine omeostasi si riferisce alla capacità di un organismo di mantenere un ambiente interno costante e ben bilanciato.

Perché tutto resti a un livello sano, dalla temperatura corporea al pH sanguigno, si deve mantenere in una stretta finestra di controllo.

Ti starai chiedendo come fa l’ECS ad aiutarci a mantenere l’omeostasi. La risposta non è così semplice, purtroppo. Questo sistema utilizza una serie di meccanismi di feedback cellulare estremamente complessi per mantenere l’equilibrio: stimola i processi quando sono troppo lenti e li rallenta quando sono troppo attivi.

dailyCBD-Patologia-malattie-prioniche-1

Il modo migliore per capire come funziona è pensare all’ECS come una “conferma di lettura” di un messaggio.

Lascia che mi spieghi.

Hai inviato un messaggio a qualcuno dicendo qualcosa di importante, ad esempio dove incontrarti dopo il lavoro. Quando il destinatario apre il messaggio per leggerlo, riceverai una notifica che dice che il messaggio è stato ricevuto e letto. Ciò ti consente di sapere che non devi inviare di nuovo il messaggio.

Il sistema endocannabinoide, per il corpo, funziona come le conferme di lettura. È progettato per migliorare la capacità del corpo di comunicare con se stesso per mantenere un controllo più rigoroso sull’omeostasi.

Ogni volta che una cellula invia un messaggio ad un’altra, il sistema endocannabinoide manda una notifica al mittente per comunicargli che il messaggio è stato ricevuto e che le sue richieste saranno prese in considerazione.

Dove si trova l’ECS?

Il sistema endocannabinoide è diffuso in tutto il corpo.

I recettori degli endocannabinoidi si trovano praticamente su tutti gli organi (in determinate misure) ma sono più abbondanti nel sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e nei sistemi immunitari.

In tali sistemi, i recettori endocannabinoidi svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema nervoso (motivo per cui il CBD è così utile per disturbi come ansia ed epilessia). È anche un componente eccezionalmente importante del sistema immunitario, il che rende il CBD utile per ridurre l’infiammazione e sostenere malattie autoimmuni come la sclerosi multipla o la SLA.

Per regolare questo sistema, il corpo utilizza principalmente due sostanze simili agli ormoni, noti come endocannabinoidi.

La prima è una sostanza eicosanoide nota come anandamide, cioè la più simile al CBD: funge da regolatore generale per il sistema.

L’altro endocannabinoide primario è il 2-AG, più simile nei suoi effetti al THC: funge da attivatore diretto dei recettori endocannabinoidi (CB1).

Esistono due tipi di recettori endocannabinoidi:

1. Recettori CB1

I recettori CB1 sono più abbondanti nel sistema nervoso centrale del midollo spinale e del cervello. Sono usati per controllare neurotrasmettitori come dopamina, serotonina e norepinefrina. Attraverso questi effetti, i recettori CB1 agiscono nella regolazione dell’umore, della funzione sessuale, della formazione e del recupero della memoria e della salute cognitiva generale.

Quasi tutti gli effetti psicoattivi del THC sono dovuti all’attivazione dei recettori CB1 nel midollo spinale e nel cervello, che innescano un rilascio di serotonina.

2. Recettori CB2

I recettori CB2 si trovano in tutti i tessuti periferici tra cui pelle, muscoli e cellule immunitarie. Sono usati per regolare il rilascio di citochine: piccole molecole messaggere usate per inviare messaggi ad altre cellule immunitarie in tutto il corpo.

Attraverso l’effetto sulle cellule immunitarie, i recettori CB2 stimolano la funzione immunitaria durante l’infezione e il cancro, e sono coinvolti nel processo di infiammazione e di autofagia (smaltimento dei rifiuti delle cellule danneggiate o infette in tutto il corpo).

Come si confronta il CBD con altri cannabinoidi?

Ci sono almeno 66 cannabinoidi diversi nella pianta di cannabis. Ognuno ha una struttura chimica simile e la capacità di interagire con il sistema endocannabinoide.

Visto che la pianta contiene così tanti cannabinoidi, è utile usare un sistema di denominazione abbreviato.

Ecco alcuni esempi di cannabinoidi e dei loro diminutivi:

  • Cannabidiolo: CBD
  • Cannabicromene: CBC
  • Cannabigerolo: CBG
  • Cannabinolo: CBN
  • Tetraidrocannabinolo: THC
  • Tetraidrocannabivarina: THCV

Ora vediamo le somiglianze e le differenze tra il CBD e alcuni altri cannabinoidi importanti.

dailyCBD-cbd-vs-thc

1. CBD vs. THC

Anche se strutturalmente sono molto simili, questi due cannabinoidi hanno effetti molto diversi sul corpo.

Come abbiamo già detto, il THC è la ragione principale per cui la marijuana dà effetti psicoattivi quando viene fumata.

Mentre il CBD agisce per prevenire l’esaurimento degli endocannabinoidi presenti in natura, come l’anandamide, il THC attiva direttamente i recettori endocannabinoidi.

Uno degli effetti collaterali di ciò è il rilascio di serotonina nel cervello, che produce effetti euforici e di alterazione mentale. È interessante notare che anche gli ingredienti attivi dei funghi allucinogeni e dell’LSD (un acido) devono i loro effetti allucinogeni all’interazione con la serotonina nel cervello.

Il THC è lievemente stimolante, il che può essere utile per disturbi che comportano stanchezza o bassa motivazione; tuttavia, questi stessi effetti possono rendere il THC un problema per chi soffre di condizioni come ansia, insonnia o schizofrenia.

Il THC è sconsigliato anche per chi cerca di ottenere i benefici sulla salute della cannabis senza effetti collaterali intossicanti.

Per prevenire questi effetti, la maggior parte dei prodotti al CBD sul mercato ha un contenuto minimo o nullo di THC. Prima di effettuare l’acquisto, controlla sempre l’etichetta per assicurarti che sia così.

cbd-vs-thc

2. CBD vs. CBC

CBC sta per cannabicromene. È il terzo cannabinoide più abbondante nella pianta di cannabis. Come il CBD, il CBC è non psicoattivo e ha un effetto rilassante sul sistema nervoso centrale.

Alcune ricerche preliminari suggeriscono addirittura che nel trattamento dell’ansia il CBC sia utile allo stesso modo, se non più utile, del CBD. Comunque, per confermarlo servono ulteriori ricerche.

cbd-vs-cbc

3. CBD vs. CBG

CBG sta per cannabigerolo: è la molecola precorritrice di THC e CBD, e tra gli altri cannabinoidi minori anche del CBC.

La pianta di cannabis produce prima il CBG, che poi passa attraverso altri stadi per trasformarsi in diversi cannabinoidi a seconda dei suoi geni e dell’ambiente in cui cresce.

Le piante raccolte in anticipo hanno maggiori probabilità di avere un alto contenuto di CBG.

È stato dimostrato che il CBG blocca gli effetti del THC sulla serotonina [2], e può quindi ridurre molti degli effetti collaterali comuni del THC, tra cui euforia, ansia e paranoia.

Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno il valore medico del CBG; al momento, non si presta molta attenzione a questo cannabinoide.

cbd-vs-cbg

4. CBD vs. CBN

Il CBN (cannabinolo) è l’opposto del CBG: viene prodotto quando il CBD e il THC si scompongono in sostanze più piccole.

Le piante di canapa raccolte più tardi conterranno più CBN. Inoltre, anche la cannabis conservata in maniera inappropriata (troppo a lungo o in un ambiente troppo secco) conterrà molto CBN.

Questo cannabinoide è leggermente psicoattivo negli individui sensibili. I suoi effetti principali consistono in una sensazione di sedazione pesante, il che lo rende particolarmente utile per il trattamento di insonnia, stress, DOC o ansia.

Alcuni prodotti al CBD che stanno iniziando ad avere successo sul mercato contengono CBN come modo per aumentare gli effetti sedativi dei cannabinoidi in generale.

cbd-vs-cbn

Come funziona il CBD

Il CBD è un potente composto medicinale che si è rivelato fornire supporto sintomatico per una lunga lista di patologie e sintomi, come epilessia, ansia, dolore cronico, nausea, insonnia, stress, sclerosi multipla, disturbi neurodegenerativi e disturbi endocrini.

Come può un semplice composto avere una lista così diversificata di benefici medici?

Come accennato in precedenza, la risposta sta nella capacità del CBD di interagire con un sistema corporeo coinvolto nell’omeostasi: l’ECS.

Ciò significa che il CBD regola un sistema progettato per mantenerci in equilibrio, rallentando i processi quando sono iperattivi e stimolandoli quando non funzionano.

È molto diverso da altri farmaci o integratori, che di solito hanno una direzione specifica degli effetti, stimolando o inibendo un dato processo nel corpo.

Approfondiamo come funziona il CBD in modo più dettagliato:

1. Il CBD aumenta i livelli di endocannabinoidi (inibitori della FAAH)

Il CBD inibisce un enzima noto come FAAH (Amide Idrolasi degli Acidi Grassi). Questo enzima è responsabile dell’esaurimento degli endocannabinoidi all’interno delle cellule.

Il CBD inibisce la FAAH dando una spinta agli endocannabinoidi corporei: il 2-AG e l’anandamide [3].

Questo è il meccanismo principale utilizzato dal CBD per favorire l’omeostasi. È la ragione per cui si ritiene che il CBD fornisca un “effetto equilibrante” invece di forzare una reazione corporea in un senso o nell’altro.

2. Il CBD attiva i recettori vanilloidi del dolore

Quando attivi i recettori vanilloidi del dolore, il risultato è un blocco dei segnali di dolore al cervello.

I recettori vanilloidi hanno molte responsabilità nel corpo umano, compresa la regolazione della trasmissione del dolore, dell’infiammazione e della temperatura corporea. Ci sono diverse altre erbe che interagiscono con questi recettori per produrre effetti medicinali, tra cui lo zenzero, il pepe nero e il peperoncino [14], tutte ben note per i loro effetti analgesici.

Il CBD attiva direttamente i recettori vanilloidi TRPV1, riducendo l’intensità dei segnali di dolore inviati al cervello e riducendo ampiamente l’infiammazione in tutto il corpo [4].

3. Il CBD aumenta l’attività del GABA

Il GABA (acido gamma-amminobutirrico) è il nostro principale neurotrasmettitore rilassante. Agisce sul sistema nervoso come un pedale del freno. Quando iniziamo a correre troppo (e siamo mentalmente sovrastimolati), il GABA interviene per rallentarci.

Il GABA è importante per l’igiene del sonno perché prepara la mente ad addormentarsi durante la notte.

Questo neurotrasmettitore è anche necessario immediatamente dopo lo stress. È ciò che inverte il processo, rallentando la frequenza cardiaca, abbassando la pressione sanguigna e permettendoci di rilassarci e riprenderci.

Quando il GABA non funziona correttamente, potremmo diventare ansiosi e avere difficoltà a disattivare la reazione dello stress o ad addormentarci, sperimentando di conseguenza ansia e insonnia.

Una disfunzione del GABA può portare indirettamente alla riduzione dell’immunità, nonché a problemi digestivi quando il problema persiste per lunghi periodi.

Il CBD è un modulatore allosterico del GABA. È un termine ricercato che significa che il CBD non attiva direttamente il recettore; piuttosto, facilita il suo legame con i recettori stessi [5].

Il risultato è un aumento della sensazione di rilassamento, e la riduzione dei sintomi di iperstimolazione cerebrale (ansia, insonnia, DPTS, eccetera).

Funzionano così anche molti farmaci ansiolitici da prescrizione, come le benzodiazepine (cioè Xanax, Valium o Klonopin).

A differenza delle benzodiazepine, però, il CBD non crea dipendenza. Quando si interrompe l’assunzione di CBD non ci sono sintomi da astinenza, anche dopo molti anni di uso regolare.

A cosa serve il cannabidiolo?

Ora che abbiamo scoperto cos’è il CBD e come funziona, andiamo avanti con gli usi che possiamo farne, iniziando con quelli tradizionali della pianta di cannabis.

Usi tradizionali di CBD e cannabis

La cannabis è usata come medicinale praticamente da sempre.

L’uso di cannabis è rimasto abbastanza costante nel corso dei secoli.

I primi riferimenti noti della canapa suggerivano che fosse usata nel trattamento di dolore e infortuni, e ora sappiamo che queste cose dipendono fortemente dal contenuto di CBD della pianta.

Solo nel 1600 la cannabis divenne popolare per il trattamento di disturbi psicologici come depressione, ansia, declino cognitivo e schizofrenia.

Nei secoli successivi, la cannabis divenne un rinomato tonico per la salute per molte patologie e sintomi.

Alcuni degli usi tradizionali più comuni della cannabis includono:

  • Asma
  • Epilessia
  • Cancro
  • Infezioni della pelle
  • Infiammazione
  • Schizofrenia
  • Demenza
  • Insufficienza epatica
  • Scottature
  • Dolore

All’inizio degli anni ‘20, la cannabis è stata criminalizzata in tutto il mondo per i suoi effetti psicoattivi, il che ha messo fine a migliaia di anni di uso medicinale della pianta.

Negli ultimi 15 anni, l’interesse pubblico ha iniziato a volgersi radicalmente a favore della cannabis come fonte medicinale. Le leggi stanno cambiando in diverse parti del mondo: paesi come il Canada, il Messico e l’Uruguay stanno già legalizzando le colture sia a scopo ricreativo che medico.

Oggi la maggior parte dei Paesi ha programmi dedicati alla canapa medica. Gli estratti di cannabis al CBD e con un basso contenuto di THC sono ora legalmente disponibili quasi ovunque.

Cosa dice la ricerca sul CBD

Ultimamente si afferma che il CBD può curare praticamente quasi tutto, e ovviamente non è vero. Il CBD non è una cura miracolosa e ha i suoi limiti su ciò che può trattare efficacemente.

Distinguere tra affermazioni esagerate e raccomandazioni ragionevoli in relazione al CBD può essere difficile, specialmente vista la quantità limitata di ricerche a disposizione.

Tieni a mente che per la scienza tradizionale 20 anni fa il CBD era praticamente sconosciuto, e la ricerca è un processo lento. Possono volerci più di 10 anni affinché raggiunga le tendenze in materia di salute pubblica.

Ecco alcuni degli usi medicinali della cannabis sostenuti dalla maggior parte delle prove.

1. CBD e infiammazione

Il CBD è un potente composto antinfiammatorio [15]; infatti, si potrebbe dire che i suoi effetti antinfiammatori siano una delle ragioni per cui il CBD è così efficace anche per altre patologie.

L’infiammazione cronica (a lungo termine) è associata a molte condizioni mediche diverse, tra cui il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer, la depressione, l’artrite, le malattie renali, la sclerosi multipla e molte altre ancora.

Il CBD colpisce il processo infiammatorio a più livelli. Il composto si è rivelato inibire una serie di marker infiammatori che agiscono insieme per guidare l’infiammazione nel corpo.

Questo ampio effetto antinfiammatorio rende il CBD utile per una serie di sintomi associati all’infiammazione, così come gli effetti protettivi sulle malattie a lungo termine, come la steatosi epatica, l’aterosclerosi, la malattia renale e la malattia infiammatoria intestinale.

2. Il CBD e l’ansia

L’ansia ha molte potenziali cause: carenze nutrizionali, eventi traumatici, stress cronico, effetti collaterali dei farmaci, uso di droghe ricreative, mancanza di sonno o disturbi metabolici, ad esempio. Questa diversità nelle potenziali cause può rendere difficile trattare l’ansia.

Il CBD offre alcuni benefici esclusivi per il trattamento dell’ansia, grazie alla sua capacità di migliorare l’attività del GABA, favorire la qualità del sonno, ridurre la tensione muscolare e migliorare i sintomi legati alla salute dell’intestino e all’infiammazione che possono indirettamente portare ai sintomi dell’ansia.

ansia-cancro-cbd-patologia

Uno studio clinico pubblicato nel 2011 ha confrontato gli effetti del CBD con quelli del placebo sul disturbo d’ansia sociale, in un modello basato sul discorso in pubblico come fonte di ansia [16]. Ventiquattro partecipanti affetti da disturbo d’ansia sociale sono stati invitati a parlare davanti a una telecamera. I valore di base dell’ansia sono stati misurati sia prima che dopo l’evento.

Lo studio ha rivelato che i soggetti del gruppo di trattamento (che assumevano CBD) hanno sperimentato una rapida riduzione dei valori dell’ansia sia prima che dopo il discorso in pubblico, in confronto al gruppo di controllo del placebo.

Attualmente è in corso anche uno studio clinico randomizzato di fase 3 che sta esplorando gli effetti di una capsula di olio di CBD su pazienti con varie forme d’ansia e disturbi da panico. Questo studio è decisamente più esteso e probabilmente quando si concluderà diventerà una prova fondamentale per l’uso del CBD sull’ansia.

3. Il CBD e l’epilessia

Ci sono tantissime ricerche sull’uso del CBD per l’epilessia, e sono stati già pubblicati alcuni grandi studi clinici sull’argomento. L’epilessia è anche al centro dell’attenzione per un farmaco antiepilettico attualmente in produzione a base di CBD e THC, noto come Sativex [8], oltre che per farmaci simili come l’Epidiolex.

Uno studio di coorte del 2016, che ha coinvolto 74 pazienti affetti da epilessia resistente ai trattamenti, somministrava ai partecipanti un olio di canapa arricchito con CBD (con un rapporto CBD:THC di 20:1) per una media di 6 mesi. L’89% dei partecipanti allo studio ha riportato una riduzione del numero di attacchi che sperimentavano [7].

In più, i ricercatori hanno notato altri miglioramenti nei comportamenti dei pazienti, tra cui un aumento della lucidità mentale, della comunicazione, delle abilità motorie e della qualità del sonno.

4. Il CBD e il dolore

Il dolore è un altro ambito pieno di ricerche che confermano le affermazioni menzionate sugli usi del CBD. Alcune proprietà del composto lo rendono un’opzione attraente per la gestione del dolore in confronto alle alternative:

  1. Il CBD non dà dipendenza
  2. Il CBD è efficace per diversi tipi di dolore
  3. Il CBD offre riduzione del dolore attraverso diversi meccanismi non correlati

Un recente articolo di Ethan Russo (ricercatore della cannabis medicinale) ha presentato una serie di studi clinici randomizzati basati su dei preparati farmaceutici a base di estratti di CBD e THC (Nabilone, Sativex e Marinol) e il loro effetto su vari tipi di dolore [9].

Gli studi elencati nella revisione mostrano che il CBD e il THC possono essere usati per alleviare diverse forme di dolore, tra cui:

5. Il CBD e la sclerosi multipla

L’uso di uno dei principali preparati farmaceutici a base di cannabinoidi (Sativex) è stato approvato come trattamento per la sclerosi multipla dalla FDA nel 2018. È stato dimostrato che migliora gli effetti collaterali comuni della SM, compresi gli spasmi muscolari [10], la disfunzione della vescica [11] e il dolore ai nervi [12].

Si è dimostrato che il CBD, in particolare, fornisce alcuni effetti di prevenzione della SM, caratterizzata come una malattia autoimmune che comporta la distruzione della mielina nei nervi ad opera delle cellule T. Il CBD impedisce la migrazione delle cellule T problematiche verso le cellule di microglia nel cervello, dove normalmente scatenerebbero infiammazione ed esaurimento della mielina [13].

Guida all’uso del CBD

Quindi hai deciso di aggiungere il CBD al tuo regime di salute… ma probabilmente hai ancora alcune domande senza risposta:

  • Come posso iniziare a usare il CBD?
  • Qual è la differenza tra CBD a spettro completo e isolati? Quale dei due dovrei usare?
  • La canapa è la stessa cosa della marijuana? Qual è la differenza?
  • Qual è il modo migliore di usare il CBD?
  • Che dose di CBD dovrei prendere?

1. Canapa vs. Marijuana

Uno degli aspetti che confondono di più dei prodotti a base di cannabis è la differenza tra canapa e marijuana. È una distinzione importante da fare quando si considerano la legalità e gli effetti terapeutici di un estratto di CBD.

Entrambe le piante sono della stessa specie (Cannabis sativa), me le loro abitudini di crescita sono del tutto diverse.

Il modo più semplice per capire la differenza tra marijuana e canapa è fare un paragone con i diversi tipi di cani.

Lasciami spiegare…

Tutti i cani appartengono alla stessa specie (Canis lupus familiaris) nonostante ci siano centinaia di tipi diversi di cani. Un chihuahua e un doberman sono entrambi cani, ma ci sono tantissime differenze fisiche tra loro (dimensione, forma e abitudini/istinti).

Proprio come i cani, la canapa e la marijuana sono abbastanza diverse da giustificare nomi e utilizzi diversi, ma abbastanza simili da potersi accoppiare e produrre una prole fertile.

La più grande differenza tra le abitudini di crescita delle due piante è che la canapa non produce alcuna quantità significativa di THC. Anzi, la canapa incentra la sua attenzione sulla produzione di altri cannabinoidi come CBD e CBC.

La marijuana, al contrario, viene selettivamente coltivata per il suo contenuto di THC. Queste piante produrranno alte concentrazioni sia di THC che di CBD, e di tutti gli altri cannabinoidi che la pianta di cannabis è in grado di produrre.

Confronto del profilo di cannabinoidi di canapa e marijuana

confronto-cannabinoidi-cbd-canapa

(Questi profili di cannabinoidi sono solo esempi: questi valori possono variare significativamente da un ceppo all’altro).

Pertanto, gli oli di CBD a base di marijuana possono contenere THC, mentre gli oli di CBD a base di canapa non contengono alcuna dose psicoattiva di THC.

Negli Stati Uniti, e in quasi tutto il mondo, la canapa è considerata legale perché incapace di produrre THC (e quindi effetti psicoattivi), mentre la marijuana viene limitata o è considerata illegale per gli effetti collaterali intossicanti.

A seconda del Paese in cui vivi, queste leggi possono variare in modo significativo. Controlla sempre le leggi locali prima di acquistare qualsiasi olio di canapa o di marijuana per evitare problemi legali.

2. CBD a spettro completo vs. isolati

Ci sono tre principali filosofie quando si tratta di decidere che profili di cannabinoidi utilizzare nei prodotti di un’azienda:

A) Estratti a spettro completo

Come suggerisce il nome, un estratto a spettro completo contiene tutti i cannabinoidi contenuti naturalmente nella pianta di cannabis. Ci saranno grandi quantità di CBD e concentrazioni minori di CBC, CBG, CBN e altri cannabinoidi.

Gli estratti a spettro completo sono una rappresentazione più diretta della pianta di cannabis nel suo complesso.

Oltre a tutti i diversi cannabinoidi presenti nella pianta, gli estratti a spettro completo conterranno anche terpeni, lignine, polifenoli e vari altri fitochimici contenuti in essa, ognuno con effetti medicinali propri.

In generale, un estratto a spettro completo è considerato più potente degli isolati. Ciò è dovuto a un concetto comunemente noto come “effetto entourage“.

test-laboratori-spettro-completo

(Esempio di test di laboratorio su un estratto a spettro completo; da notare quanti diversi cannabinoidi si registrano nel test)

B) Isolati di CBD

Gli isolati di CBD sono realizzati aggiungendo un’ulteriore fase di purificazione al processo di produzione.

Dopo l’estrazione delle sostanze fitochimiche dalle foglie e dai fiori della pianta, si utilizza un processo aggiuntivo chiamato cromatografia per separare il CBD dal resto delle sostanze.

Il risultato è un estratto di CBD puro, privo di tutti gli altri fitochimici.

Gli isolati di CBD formeranno una sostanza cristallina bianca. I prodotti realizzati con gli isolati di CBD tendono ad essere più economici di quelli a spettro completo. Ciò è dovuto al fatto che, nonostante i processi aggiuntivi della produzione, essi consentono alle aziende di utilizzare canapa di bassa qualità per la realizzazione dell’estratto, visto che la maggior parte degli altri componenti e dei potenziali contaminanti saranno comunque rimossi durante il processo di isolamento.

Gli isolati tendono a richiedere dosi più alte degli estratti a spettro completo per produrre gli stessi risultati. Non hanno i benefici terapeutici extra degli altri cannabinoidi e terpeni contenuti nella pianta.

(Esempio di test di laboratorio su un estratto a base di isolati; da notare come nel test risulti solo il CBD)

C) Spettro controllato

Esiste anche un terzo tipo di estratto di CBD, di solito non trattato, che si chiama estratto a spettro controllato. Alcune aziende lo chiamano estratto “ad ampio spettro”.

Questi estratti vengono prodotti separando prima i cannabinoidi e i terpeni in singoli componenti per poi ricombinarli in rapporti specifici. Essi simulano un estratto a spettro completo, ma non sono poi così diversi.

In un test di laboratorio assomiglieranno tantissimo ad un estratto a spettro completo, ma sono formulati sinteticamente con vari isolati (isolato di CBD, isolato di CBC, isolato di CBG, eccetera).

Gli effetti degli estratti a spettro controllato possono variare molto a seconda dei rapporti di cannabinoidi. Molti produttori aggiungono anche dei terpeni al prodotto finale.

test-laboratori-spettro-controllato

(Esempio di test di laboratorio su un estratto a spettro controllato; da notare come contiene alcuni cannabinoidi e altri no)

3. Come decidere quale forma di CBD usare

Sul mercato ci sono così tante forme diverse di CBD che può essere difficile decidere per quale spendere soldi.

Ecco alcuni esempi e quando dovresti valutare di utilizzare ogni prodotto:

A) Oli e Tinture di CBD

Gli oli sono la forma più comune di prodotti al CBD. Hanno diversi vantaggi rispetto ad altri metodi di assunzione:

  • Sono economici
  • Hanno una lunga durata di conservazione
  • Le dosi possono essere accuratamente calcolate
  • Possono essere mescolati con altri ingredienti per ottimizzare ulteriormente l’uso desiderato

L’olio di CBD può essere usato praticamente per qualsiasi condizione per cui si consiglia il CBD, tra cui le malattie della pelle.

Se non sai da dove iniziare, gli oli di CBD sono un punto di partenza sicuro.

A seconda del motivo per cui stai usando il CBD, sarebbe meglio trovare qualcosa che abbia una potenza media o alta. Questi oli avranno la massima versatilità. Puoi assumerne dosi alte oppure diluirle per ridurle a seconda delle necessità.

Con un olio ad alta potenza la maggior parte delle persone riesce a ottenere dosi precise, anche assumendo dosi relativamente basse.

Gli oli a potenza più elevata sono quasi sempre l’opzione più conveniente: in media costano circa 0,09$ per mg di CBD. Gli oli a bassa potenza invece tendono a raggiungere una media di circa 0,14$ per mg di CBD.

B) CBD per uso topico

I prodotti al CBD per uso topico sono ottimi per tutto ciò che riguarda la pelle, i muscoli o le articolazioni. Procurano il CBD e altri ingredienti direttamente alla zona interessata.

La maggior parte dei topici a base di CBD sul mercato non hanno una concentrazione abbastanza alta da servire effettivamente a qualcosa per il trattamento di sintomi più gravi, tuttavia possono sempre essere utili per sintomi lievi o per la cura della pelle in generale.

I migliori prodotti topici al CBD avranno una potenza di almeno 10 mg/ml di CBD e conterranno anche altri ingredienti benefici come estratti di erbe.

C) Capsule al CBD

Le capsule di CBD possono essere utilizzate per le stesse applicazioni degli oli e delle tinture.

La differenza è che le capsule sono disponibili in dosi pre-misurate di CBD, quindi non c’è bisogno di misurare la dose giornaliera.

In cambio con le capsule hai meno gestione della dose che stai assumendo, e inoltre tendono ad essere leggermente più costose rispetto agli oli equivalenti.

Le capsule di CBD sono ottime per chiunque desideri integrare il CBD nel modo più semplice possibile. Puoi trovare capsule di CBD in potenze diverse a seconda della tua corporatura e dell’uso desiderato.

D) Supposte di CBD

Il CBD verrà assorbito nel flusso sanguigno attraverso i capillari nel retto. Comprensibilmente la maggior parte delle persone preferisce altre opzioni di CBD, essendo meno invasive.

La situazione in cui le supposte sono davvero grandiose è con problemi digestivi minori. Disturbi come la malattia infiammatoria intestinale, la sindrome dell’intestino irritabile e vari altri problemi del tratto digestivo possono trarre molto beneficio dall’introduzione di CBD direttamente dove si trova la fonte del problema.

Le supposte di CBD sono un prodotto specializzato e tendono ad essere più costose della media rispetto ad altri prodotti.

E) Vaporizzatori a penna e oli di CBD per vaporizzatori

I vaporizzatori a penna e gli oli per vaporizzatori (liquidi per sigarette elettroniche) sono un metodo gettonato per assumere il CBD.

Sono convenienti, facilmente trasportabili e forniscono risultati ad azione rapida. Gli oli e i vaporizzatori sono disponibili in tutte le forme e dimensioni, in quasi tutti i gusti immaginabili. Puoi anche trovare opzioni che creano nuvole di vapore, e altre che lo evitano se preferisci essere più discreto.

Gli oli e i vaporizzatori sono perfetti per le persone che hanno bisogno di sollievo tutto il giorno o semplicemente si divertono a svapare per assumere le dosi giornaliere di CBD.

Lo svantaggio dello svapo è che è una pratica ancora troppo nuova per conoscere l’entità degli effetti negativi a lungo termine sulla salute.

F) Caramelle gommose e prodotti commestibili al CBD

Gli isolati di CBD possono essere aggiunti ai piatti per creare un integratore di CBD più piacevole. Spesso vengono aggiunti agli oli da cucina o al burro, e possono essere aggiunti anche alle caramelle gommose. Quest’ultime sono molto rinomate perché hanno un ottimo sapore e funzionano proprio come una capsula di CBD.

Le caramelle gommose al CBD e altre forme di CBD commestibile costituiscono prodotti eccellenti per chi assume il CBD occasionalmente per sintomi da lievi a moderati, ma non dovrebbero essere usati se servono dosi maggiori. Assumere ampie dosi di CBD dalle caramelle gommose significa assumere anche grandi dosi di zucchero (che non farà per niente bene alla salute).

G) I concentrati di CBD

Un concentrato è un estratto purificato ottenuto da isolati di CBD e CBD a spettro completo.

Gli isolati di CBD sono CBD puro (isolato) e generalmente si presentano sotto forma di polvere cristallina bianca. Questa forma di concentrato prende il nome di cristalli di CBD.

Gli estratti a spettro completo contengono altri cannabinoidi, terpeni e fitochimici, che danno invece una consistenza simile alla cera e alla resina. Questa forma di concentrato prende il nome cera o concentrato.

La maggior parte degli oli, delle capsule e delle caramelle gommose al CBD derivano da un concentrato di CBD diluito in un vettore per semplificare il dosaggio. I concentrati possono quindi essere utilizzati allo stesso modo di questi altri prodotti, ma richiedono più attenzione e cura per evitare di prendere una dose troppo forte.

I concentrati di CBD sono un’ottima opzione per le persone che hanno bisogno di una dose maggiore di CBD per trovare sollievo dai sintomi. Sono anche una buona opzione per chi cerca di creare da sé un proprio topico al CBD, capsule, gomme o oli.

dailyCBD-Guida-tinture-2

4. Calcolare i dosaggi

Uno degli aspetti che più confondono quando si inizia a usare il CBD per la prima volta è determinare la giusta dose da assumere.

Il dosaggio confonde perché può variare da una persona all’altra.

Ci sono alcuni fattori che possono far variare la dose di CBD:

  1. La variabilità genetica nel fegato può influire sul metabolismo del CBD
  2. Alcuni sintomi richiedono dosi diverse per dare risultati
  3. Una salute intestinale ridotta può significare che viene assorbito meno CBD nel flusso sanguigno
  4. Altri ingredienti nel prodotto al CBD possono migliorare o ridurre l’assorbimento
  5. Alcune persone sono molto più sensibili al CBD di altre

Tutti questi fattori possono combinarsi per rendere il dosaggio molto difficile per i nuovi utenti, ma non deve esserlo per forza.

Il modo più semplice per trovare la giusta dose è usare la nostra tabella qui sotto per identificare una stima approssimativa della dose giornaliera. Da qui puoi passare qualche giorno a giocare con la dose per trovare quella adatta per il tuo corpo.

Dosi stimate di CBD in base al peso e all’intensità (in mg di CBD)

Peso (kg)Bassa intensitàMedia intensitàAlta intensità

45 kg

10 mg

30 mg

60 mg

57 kg

13 mg

38 mg

75 mg

68 kg

15 mg

45 mg

90 mg

79 kg

17 mg

52 mg

105 mg

90 kg

20 mg

60 mg

120 mg

102 kg

22 mg

67 mg

135 mg

113 kg

25 mg

75 mg

150 mg

Una volta che sai quale dose dovresti assumere ogni giorno, puoi scegliere di dividerla in due o tre dosi separate. Per raggiungere questa dose devi determinare la quantità da assumere del prodotto al CBD che hai.

Capsule e caramelle gommose sono semplici perché di solito ti dicono esattamente quanto CBD contiene ogni pezzo.

Gli oli sono leggermente più difficili da misurare perché, prima di calcolare la quantità necessaria per raggiungere la tua dose, devi determinare la quantità di CBD contenuta in ogni ml di olio.

5. Cosa aspettarsi quando si assume CBD

A seconda dei sintomi, potresti trovare sollievo subito dopo l’assunzione di CBD, anche se alcune volte bisogna essere pazienti e continuare a prendere l’integratore per alcuni giorni, settimane o addirittura mesi prima di iniziare a notare segni di miglioramento.

Quando si utilizzano farmaci o integratori per un particolare sintomo o patologia, è importante avere un’aspettativa realistica.

Pensala così: se i sintomi ci mettono molto tempo a svilupparsi, probabilmente ci metteranno molto tempo anche ad andarsene.

Al contrario, se i sintomi si manifestano all’improvviso, tendono a sparire velocemente.

Tempo stimato entro cui si notato segni di miglioramento con gli integratori di CBD:

Immediato (nello stesso giorno)

Breve periodo (entro 2 settimane)

Lungo periodo (più di due settimane)

  • Dolore Artrite
  • Ansia Epilessia
  • Glaucoma
  • Infiammazione
  • Chinetosi
  • Disturbi dell’umore
  • Emicrania
  • Sclerosi multipla
  • Nausea
  • Dolore neuropatico
  • Disturbo post-traumatico da stress
  • Reumatismo
  • Stress
  • Insonnia
  • Lesioni del midollo spinale
  • ADD/ADHD
  • Acne
  • Dolore
  • Artrite
  • Ansia
  • Depressione
  • Disturbi endocrini
  • Epilessia Infiammazione
  • Disturbi dell’umore
  • Sclerosi multipla
  • Dolore neuropatico
  • Obesità
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo post-traumatico da stress
  • Reumatismo
  • Stress
  • Insonnia
  • Lesione del midollo spinale
  •  SLA
  • Dipendenza
  • Morbo di Alzheimer
  • Asma
  • Aterosclerosi
  • Autismo
  • Disturbo bipolare
  • Cancro
  • Infiammazione intestinale cronica
  • Depressione
  • Diabete
  • Disturbi endocrini
  • Malattia del fegato grasso
  • Fibromialgia
  • Cardiopatie
  • Malattia di Huntington
  • Malattie renali
  • Sindrome metabolica
  • Disturbi dell’umore
  • Neurodegenerazione
  • Obesità
  • Disturbo post-traumatico da stress
  • Morbo di Parkinson
  • Malattie prioniche
  • Schizofrenia
  • Trauma cranico

6. Quando evitare il CBD

Il CBD non è per tutti. Ecco alcune delle situazioni più importanti in cui si dovrebbe evitare l’uso di CBD.

A) Con depressione grave

Il CBD viene spesso proposto come trattamento per la depressione. Anche se ha notevoli meriti in termini di depressione da lieve a moderata, potrebbe non essere adatto per le persone con grave depressione cronica.

Una vasta meta-revisione ha analizzato 57 studi separati riguardanti cannabis e depressione, per verificare se il consumo regolare di cannabis fosse associato o meno alla depressione. Lo studio ha concluso che l’uso a lungo termine di cannabis aumenta il rischio di depressione [6].

Chiunque soffra di depressione grave dovrebbe astenersi dall’utilizzare CBD o altri prodotti a base di cannabis senza la supervisione di un medico professionista autorizzato.

B) Insieme alle benzodiazepine

I farmaci a base di benzodiazepine come lo Xanax sono usati per trattare i sintomi di ansia e insonnia. Agiscono migliorando gli effetti del neurotrasmettitore GABA, ovvero uno dei modi in cui il CBD offre i suoi effetti ansiolitici e sedativi.

Farmaci come lo Xanax e il Valium sono di gran lunga più potenti del CBD. Ad ogni modo, possono causare seri effetti collaterali o comportano il rischio di provocare dipendenza se combinati con altri farmaci o integratori che agiscono attraverso il GABA.

Pertanto si consiglia vivamente di evitare l’uso di marijuana o altri prodotti al CBD in aggiunta all’uso prescritto di benzodiazepine.

C) In luoghi in cui il CBD è illegale

Purtroppo, il CBD è ancora considerato illegale in alcuni Paesi.

Queste leggi cambiano in continuazione, quindi dovresti controllare il Paese, lo Stato o la provincia in cui vivi per tenerti aggiornato sulle regolamentazioni del posto.

Non consigliamo l’uso di CBD in luoghi in cui è illegale.

Ecco alcune alternative che puoi provare se fai parte di questa categoria:

  • La kava (Piper methysticum): per ansia, dolore e insonnia
  • Il kratom (Mitragyna speciosa): per dolore, stress e ansia
  • La curcuma (Curcuma longa): per dolore e infiammazione
  • Il franchincenso (Boswellia serrata): per dolore, infiammazione e artrite
  • Il ginkgo (Ginkgo biloba): per neurodegenerazione e cardiopatia/aterosclerosi
  • La bacopa (Bacopa monieri): per neurodegenerazione e disturbi neurologici

7. Effetti collaterali comuni del CBD

Sebbene il CBD sia considerato dalle autorità di regolamentazione come la FDA (Food and Drug Administration: Agenzia per gli alimenti e i medicinali) come un integratore molto sicuro, possono comunque manifestarsi alcuni effetti collaterali, specialmente in individui sensibili o con dosi elevate.

Gli effetti collaterali del CBD possono includere:

  • Ansia
  • Annebbiamento mentale
  • Variazioni dell’appetito
  • Cambi d’umore
  • Diarrea
  • Stordimento
  • Sonnolenza
  • Secchezza delle fauci
  • Affaticamento
  • Nausea
  • Vomito

8. Leggere le recensioni dell’azienda e dei prodotti prima dell’acquisto

L’industria del CBD è ancora altamente non regolamentata. In un certo senso è un bene, perché significa che il costo dei prodotti al CBD può rimanere accessibile per la maggior parte delle persone, e le aziende hanno un ampio margine di innovazione per creare prodotti nuovi e interessanti.

Tuttavia, significa anche che le aziende che mirano a fare soldi facili possono introdursi nel settore e vendere prodotti al CBD di bassa qualità senza alcuna opposizione.

In effetti, c’è una quantità allarmante di produttori di CBD che realizzano prodotti con false dichiarazioni sui cannabinoidi o usano canapa contaminata. È anche comune per un’azienda utilizzare estratti di CBD di qualità media o inferiore alla media e rivenderli sotto un nuovo marchio come prodotto premium.

Può essere incredibilmente difficile capire quando sta succedendo.

Il modo migliore per controllare un’azienda e i suoi prodotti è leggere le recensioni degli esperti.

Daily CBD ha recensito centinaia di produttori, fornendo informazioni di qualità su metri di valutazione come missione/valori aziendali, fonte/qualità della canapa, formulazione dei prodotti, servizio clienti, innovazione dell’azienda e sicurezza dei prodotti.

Un’ultima osservazione sul cannabidiolo (CBD)

Il CBD è un integratore per la salute piuttosto nuovo che ha molto da offrire per tante patologie o sintomi.

È molto più articolato di tanti altri integratori per la salute (per via della complessità del sistema endocannabinoide, attraverso cui agisce). Questo sistema è coinvolto nel mantenimento dell’equilibrio degli organi in tutto il corpo (omeostasi). Ciò dà al CBD un effetto bidirezionale, difficile da quantificare per i ricercatori.

Ciò nonostante, ci sono molti utilizzi per questo integratore: la parte più difficile è scegliere quali prodotti acquistare e quanto assumere.

Utilizzando le nostre linee guida sopra citate, puoi ridurre drasticamente il tempo necessario per trovare la dose giusta. In più, puoi risparmiare denaro leggendo le nostre recensioni di aziende e prodotti per evitare di spendere soldi duramente guadagnati per prodotti al CBD di scarsa qualità. Quando si assume CBD è anche importante gestire le aspettative: alcuni sintomi possono svanire immediatamente non appena il CBD inizia ad entrare in circolo, per altri possono volerci alcune settimane o addirittura mesi di uso regolare prima che i benefici inizino a manifestarsi.

Quando assumi CBD sii paziente e costante, e consulta sempre il tuo medico ogni volta che usi il CBD o qualsiasi altro integratore per una patologia specifica, specialmente se assumi già altri farmaci.


Riferimenti

  1. Sharma P, Murthy P, Bharath MMS (2012). Chemistry, Metabolism, and Toxicology of Cannabis: Clinical Implications. Iran J Psychiatry 2012; 7:4: 149-156
  2. Cascio, MG, Gauson, LA, Stevenson, LA, Ross, RA, & Pertwee, RG (2010). Evidence that the plant cannabinoid cannabigerol is a highly potent α2‐adrenoceptor agonist and moderately potent 5HT1A receptor antagonist. British journal of pharmacology, 159(1), 129-141.
  3. Nelson, K., Walsh, D., Deeter, P., & Sheehan, F. (1994). A phase II study of delta-9-tetrahydrocannabinol for appetite stimulation in cancer-associated anorexia. Journal of palliative care.
  4. Bisogno, T., Hanuš, L., De Petrocellis, L., Tchilibon, S., Ponde, DE, Brandi, I., … & Di Marzo, V. (2001). Molecular targets for cannabidiol and its synthetic analogues: effect on vanilloid VR1 receptors and on the cellular uptake and enzymatic hydrolysis of anandamide. British journal of pharmacology, 134(4), 845-852.
  5. Bakas, T., Van Nieuwenhuijzen, PS, Devenish, SO, McGregor, IS, Arnold, JC, & Chebib, M. (2017). The direct actions of cannabidiol and 2-arachidonoyl glycerol at GABAA receptors. Pharmacological research, 119, 358-370.
  6. Lev-Ran, S., Roerecke, M., Le Foll, B., George, TP, McKenzie, K., & Rehm, J. (2014). The association between cannabis use and depression: a systematic review and meta-analysis of longitudinal studies. Psychological medicine, 44(4), 797-810.
  7. Tzadok, M., Uliel-Siboni, S., Linder, I., Kramer, U., Epstein, O., Menascu, S., … & Dor, M. (2016). CBD-enriched medical cannabis for intractable pediatric epilepsy: the current Israeli experience. Seizure, 35, 41-44.
  8. Guy, GW, & Stott, CG (2005). The development of Sativex®—a natural cannabis-based medicine. In Cannabinoids as Therapeutics (pp. 231-263). Birkhäuser Basel.
  9. Russo, EB (2008). Cannabinoids in the management of difficult to treat pain. Therapeutics and clinical risk management, 4(1), 245.
  10. Notcutt, W., Langford, R., Davies, P., Ratcliffe, S., & Potts, R. (2012). A placebo-controlled, parallel-group, randomized withdrawal study of subjects with symptoms of spasticity due to multiple sclerosis who are receiving long-term Sativex®(nabiximols). Multiple Sclerosis Journal, 18(2), 219-228.
  11. Brady, CM, DasGupta, R., Dalton, C., Wiseman, OJ, Berkley, KJ, & Fowler, CJ (2004). An open-label pilot study of cannabis-based extracts for bladder dysfunction in advanced multiple sclerosis. Multiple Sclerosis Journal, 10(4), 425-433.
  12. Barnes, MP (2006). Sativex®: clinical efficacy and tolerability in the treatment of symptoms of multiple sclerosis and neuropathic pain. Expert opinion on pharmacotherapy, 7(5), 607-615.
  13. Kozela, E., Lev, N., Kaushansky, N., Eilam, R., Rimmerman, N., Levy, R., … & Vogel, Z. (2011). Cannabidiol inhibits pathogenic T cells, decreases spinal microglial activation and ameliorates multiple sclerosis‐like disease in C57BL/6 mice. British journal of pharmacology, 163(7), 1507-1519.
  14. Vennekens, R., Vriens, J., & Nilius, B. (2008). Herbal compounds and toxins modulating TRP channels. Current neuropharmacology, 6(1), 79-96.
  15. Burstein, S. (2015). Cannabidiol (CBD) and its analogs: a review of their effects on inflammation. Bioorganic & medicinal chemistry, 23(7), 1377-1385.
  16. Bergamaschi, MM, Queiroz, RHC, Chagas, MHN, De Oliveira, DCG, De Martinis, BS, Kapczinski, F., … & Martín-Santos, R. (2011). Cannabidiol reduces the anxiety induced by simulated public speaking in treatment-naive social phobia patients. Neuropsychopharmacology, 36(6), 1219

Patologie che rispondo al cannabidiolo

Letture consigliate

Letture consigliate